01.04.15 Il Sole 24 Ore – Opzione per la Cassa dagli avvocati con reddito minimo

Intervista di Patrizia Maciocchi al Presidente di Cassa Forense Luciano

«Sulla volontà degli avvocati non ancora iscritti alla Cassa di accettare l’ingresso obbligatorio nel mondo della previdenza pur di non cancellarsi dall’Albo avevamo avuto ragione». Il presidente della Cassa di previdenza forense, Nunzio Luciano, fa un primo bilancio sull’opzione degli avvocati con redditi minimi circa l’iscrizione, dal 2014, all’ente previdenziale. Il regolamento, estesoa tuttii legali in difficoltà, prevede il pagamento di 700 euro l’anno come contributo soggettivo, anziché 2.800, ovvero un quarto della contribuzione minima. Su 50mila avvocati quanti hanno scelto di abbandonare la toga per non pagare i contributi? A oggi ci risultano solo 5mila rinunce su una platea di 50mila. Il tempo per scegliere scadrà, per gli ultimi “avvisi”a fine giugno.I 90 giorni di tempo per decidere partivano infatti dall’invio della nostra comunicazione per posta certificata, che non è stata mandata a tutti nella stessa data. Anche se le defezioni dovessero aumentare, la scommessa mi sembra vinta. Quanti sono gli avvocati che si sono rivolti al giudice del lavoro, considerando illegittimo l’obbligo della doppia iscrizione Albo e Cassa prevista dalla legge forense? Anche in questo caso i numeri ci hanno dato ragione. Su 50mila legali interessati solo 1.500 hanno fatto ricorso. Del resto, abbiamo dato cittadinanza previdenziale a chi non l’aveva. Questo vuol dire anche assistenza in caso di malattia. In presenza di contributi ridotti, il trattamento previdenziale sarà in proporzione a quanto versato, ma è prevista la copertura nei casi di malattia grave o di calamità, eccezioni in cui può scattare anche l’esenzione contributiva di un anno. Chi si lamenta forse non pagava neppure l’Inps che comunque offre una tutela minore. Sgravi contributivi a parte, cosa fate per i giovani e anche per i meno giovani che sono in difficoltà? Oltre alla rateizzazione dei contributi e alle misure di microcredito, abbiamo messo a punto uno studio per monitorare i fondi europei. Sono risorse che se non utlizzate tornano al mittente. Dal 24 al 26 settembre terremo a Rimini una conferenza dedicata al welfare per confrontarci con le associazioni più importanti dell’avvocatura. Le società di capitali previste dal disegno di legge sulla concorrenza sono un’opportunità o un rischio? Potrebbero essere un’opportunita solo se il socio di capitale ha una posizione minoritaria e il reddito è assoggettabile a contribuzione. Il 15 aprile ci saranno comunque gli stati generali dell’Oua. Un’occasione importante per capire la posizione dell’avvocatura, come sarà indicativa anche quella della rappresentanza istituzionale. Intanto, faccio gli auguri di buon lavoro al nuovo presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin.