02.02.15 Corriere economia – Diritti Mediatori promossi. E ora pensano in grande

Fine della guerra di carte bollate. Per ora. Dopo cinque anni, la mediazione delle controversie civili ha ottenuto pieno via libera dal Tar Lazio, che ha ritenuto legittimo non solo il nuovo impianto normativo, ma persino la sua re-introduzione in via di urgenza con il Decreto del Fare. 

A esultare stavolta sono i sostenitori della mediazione che proprio qualche giorno fa avevano incassato la critica del presidente della Cassazione. Nella relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario, infatti, si sanciva l’inefficacia dello strumento visto che solo il 10% delle mediazioni avviate termina con un accordo, perché molti ancora non accettano l’invito a recarsi di fronte al mediatore, o se lo fanno decidono di abbandonare subito il percorso conciliativo. Sui numeri si gioca gran parte del dibattito sull’efficacia della mediazione: i detrattori lo considerano uno strumento inefficace nello sveltire la macchina giudiziaria e portano a sostegno i numeri esigui di mediazioni andate a buon fine. Una valutazione che però conterrebbe un errore statistico macroscopico, secondo Giuseppe De Palo, presidente di Adr Center: «Il tango si fa in due, e la mediazione (almeno) in tre: assurdo quindi considerare fallite delle procedure mai effettivamente avviate, o dove addirittura sono presenti il mediatore e una sola delle parti. Per accrescere la partecipazione alla procedura, si pensi a incentivi e sanzioni più adeguati».

 

In effetti, quando le parti sono rimaste al tavolo con il mediatore, la soluzione bonaria della lite si è trovata quasi una volta su due, anche se i numeri assoluti non sono di grande rilevanza. «È la dimostrazione che lo strumento, se usato correttamente, funziona – continua De Palo – perché il risparmio collettivo derivante dalle mediazioni di successo è assai superiore ai costi aggiuntivi di quelle non riuscite. Inoltre, senza tentativo di conciliazione preliminare quegli accordi non ci sarebbero mai stati, perché se i litiganti sono finiti davanti al mediatore, evidentemente l’accordo tra loro e i rispettivi avvocati non era stato trovato».


Il rilancio 

Incassata la sentenza del Tar, i mediatori adesso rilanciano e propongono di estendere il campo della mediazione, come passaggio preliminare rispetto al processo. La commissione Giustizia della Camera, in sede di conversione in legge del Decreto del fare, aveva tentato di includere nella mediazione le materie di competenza dei tribunali delle imprese e tutti contratti commerciali.

 

Adesso i tempi sono maturi? Forse, considerato che si registrano aperture anche tra gli avvocati: per Andrea Zanello, membro del direttivo dell’Anf, il potenziamento della mediazione è ora scontato, visti i limiti dei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso civile messi in campo dal Decreto legge 132/2014. «A diversi mesi dalla sua conversione in legge – afferma Zanello – non mi risulta che sia stato ancora avviato un solo arbitrato presso i consigli forensi. È vero, mancano ancora delle norme complementari, ma soprattutto non si vede l’interesse della categoria e dei litiganti».


Prospettiva europea 

La mediazione viene proposta dunque come soluzione alternativa agli strumenti di arbitrato e negoziazione assistita (appena varati dal governo) sollevando dubbi sull’efficacia di questi strumenti per risolvere le liti fuori dai tribunali. Per esempio, per quanto riguarda la negoziazione assistita, si sollevano dubbi di costituzionalità nella sua versione obbligatoria (cosa che per altro era accaduta anche per la stessa mediazione). Invece sull’arbitrato dei consigli forensi e sulla negoziazione assistita, che nelle dichiarazioni del ministro Orlando dovrebbero smaltire centinaia di migliaia di cause civili all’anno, è invece nota la netta stroncatura dell’Anm.

 

Sponsor del potenziamento della mediazione in Italia potrebbe essere il Parlamento europeo, che affronterà il tema al prossimo Forum sulla giustizia civile, a cui partecipano i rappresentanti dei 28 stati membri. In quell’occasione verrà presentato il nuovo rapporto dell’emiciclo di Strasburgo sull’impatto della Direttiva europea in materia di mediazione. Il rapporto dello scorso anno, valse una lettera di congratulazioni da Bruxelles all’allora ministro della giustizia Cancellieri. Quest’anno i mediatori sperano in qualcosa di più.

 

Isidoro Trovato

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