03.04.15 Il Sole 24 Ore – La Cig in deroga torna negli studi

Via libera del ministero del Lavoro alla riammissione degli studi professionali alla Cassa integrazione in deroga, da cui erano stati esclusi con il decreto interministeriale del 1° agosto 2014, il cui articolo 2, comma 3 precisa che possono richiedere il trattamento in questione «solo le imprese di cui all’articolo 2082 del codice civile» ( che definisce l’imprenditore, ndr ). La decisione fa seguito all’ordinanza dell’11 marzo scorso con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare proposto da Confprofessioni nei confronti del Tar del Lazio,a cui l’associazione si era rivolta in precedenza con un’istanza di sospensiva del decreto prima citato (si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 marzo 2015). Il ministero si è pronunciato con una nota della Direzione generale degli ammortizzatori sociali del 25 marzo scorso, in cui Regioni e Inps sono state invitate a «dare puntuale esecuzione a quanto disposto dal Consiglio di Stato, consentendo alla parte ricorrente, in attesa che il Tar si pronunci nel merito, l’accesso al trattamento di Cig in deroga». Nell’accogliere il ricorso di Confprofessioni, il Consiglio di Stato aveva ritenuto «convincenti» le argomentazioni dell’associazione che riunisce molte sigle sindacali soprattutto «per i profili relativi alla eventuale discriminazione operata nei confronti della categoria dei liberi professionistie del personale che lavora presso di loro, tenuto conto dei vincoli comunitari in meteria di definizione di impresa». Il Consiglio di Stato aveva ritenuto, inoltre, che l’esecuzione dell’ordinanza impugnata «comporterebbe l’effettiva e grave compromissione della attività economica del comparto in questione e dei livelli occupazionali da questo assicurati». La decisione ministeriale con cui si chiede alle Regioni di dare esecuzione alle disposizione del Consiglio di Stato, pur non chiudendo definitivamente la controversia (per la quale si tratterà di attendere la decisione, stavolta sul merito della questione, da parte del Tar e un eventuale nuovo ricorso al Consiglio di Stato) è stata accolta con soddisfazione dal presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, che dichiara di attendere «fiducioso» la decisione dei giudici amministrativi. «Per noi si è trattato di una battaglia sacrosanta contro un atto discriminatorio nei confronti dei professionistiei loro dipendenti di studio», spiega Stella, secondo cui «a questo punto tocca alle Regioni recepire l’ordinanza del Consiglio di Stato, così come richiesto dal ministero del Lavoro,e disporre le risorse finanziarie ancora disponibili per concedere la completa erogazione dei trattamenti».A fare da battistrada, su questo fronte, è stata la Regione Marche che ha già comunicato la riammissione degli studi professionali marchigiani alla Cig in deroga con una nota del 31 marzo scorso, «ma anche Lombardia e Veneto – precisa Stella – si sono già attivate per consentire ai professionisti l’accesso all’ammortizzatore sociale». Si ricorda che la Cassa integrazione in deroga ha attualmente una durata massima di cinque mesie spariràa fine 2016. La possibilità di accedere a questo ammortizzatore prima del decreto 1° agosto 2014 era possibile fin dal 2008e che questo strumento era stato usato soprattutto nel 2013 per un monte ore di 20 milioni, un numero che rappresentava poco più dell’1% rispetto a quella che era stata erogata complessivamente nell’anno precedente.

La vicenda

aveva accolto il ricorso cautelare 02 LE MOTIVAZIONI Secondo il Consiglio di Statoè ravvisabile nel decreto contestato la possibile discriminazione nei confronti della «categoria dei liberi professionistie del personale che lavora presso di loro». Aveva ritenuto, inoltre, che l’esecuzione dell’ordinanza impugnata «comporterebbe l’effettivae grave 03 IL MINISTERO Preso atto dell’ordinanza consiliare, con una nota del 25 compromissione della attività economica del comparto in questionee dei livelli occupazionali da questo assicurati». Da ciò la decisione di trasmettere l’ordinanza al Tar Lazio per la «sollecita fissazione dell’udienza di merito» marzo scorso la Direzione generale degli ammortizzatori sociali del ministero del Lavoro ha riammesso gli studi professionali al trattamento di Cig in deroga, invitando le Regionie Inps «a dare puntuale esecuzionea quanto disposto dal Consiglio di Stato, consentendo alla parte ricorrente, in attesa che il Tar si pronunci nel merito, l’accesso al trattamento di Cig in deroga» 01 IL PROBLEMA Dopo la decisione di non concedere il trattamento di Cig in deroga agli studi professionali, previsto nell’articolo 2, comma 3, del decreto interministeriale 1° agosto 2014, Confprofessioni aveva presentato istanza di sospensiva alTar del Lazio, con esito negativo. Con ordinanza dell’11 marzo scorso, invece, il Consiglio di Stato, a cui l’associazione si era appellata,