03.10.15 Il Sole 24 Ore – Bagarre nell’avvocatura sulle specializzazioni

TOGATONell’ avvocatura scoppia la bagarre sulle specializzazioni. Con le Camere penali contro Oua e Anf e quest’ultima, a sua volta, che impugna davanti al Tar il regolamento appena varato. Nell’incertezza precipita così il provvedimento chiave nella costellazione delle misure di attuazione del nuovo ordinamento forense approvato a fine 2012. A non convincere l’Anf è lo scarso peso che il regolamento attribuisce all’attività pratica, a tutto vantaggio di una formazione solo teorica. «La specializzazione – spiega il presidente Anf Luigi Pansini non può essere ottenuta a seguito di un percorso esclusivamente teorico e culturale, ed è evidente la diversità di trattamento ed il disvalore dell’effettiva esperienza professionale, anche con riferimento al mantenimento del titolo di specialista, rispetto all’attività di frequenza di corsi normativi». Nello stesso tempo prosegue Pansini, «la valutazione della “qualità” degli incarichi determinanti per attestare la comprovata esperienza non è ancorata ad alcun criterio oggettivo ma rimessa ad un apprezzamento ingiustificatamente discrezionale». Durissima la risposta delle Camere penali che, in una nota diffusa ieri, attaccano: «Gli avvocati e rappresentanze associative forensi che proprio non vogliono saperne di cambiare. Nonostante la notoria esorbitanza dei numeri e la conseguente grave dequalificazione della nostra professione, e nonostante il livello sempre più basso della qualità della giurisdizione, cui noi stessi, in tal modo, concorriamo, l’idea di acquisire maggiore competenza professionale pare proprio che a molti avvocati non piaccia. Seguendo una logica corporativa, e dimenticando il diritto dei cittadini ad avere un avvocato forte e tecnicamente attrezzato, culturalmente e deontologicamente consapevole, si antepone un interesse di categoria ad un interesse collettivo, temendo che dalla specializzazione possa anche derivare un pregiudizio economico». Secca, però, anche la replica di Mirella Casiello, presidente Oua (che ha convocato a Roma, mercoledì prossimo, le associazioni forensi): «Senza isterismi e mettendo da parte inconfessabili interessi di bottega, quelli sì corporativi, è proprio per una migliore tutela dei diritti cittadini che il regolamento desta molte perplessità.Per quanto riguarda il civile e l’amministrativo, nell’individuazione delle aree di specializzazione (nel civile eccessivamente frammentato) ma anche nel meccanismo arbitrario di riconoscimento della specializzazione, con il doppio binario: formazione ed esperienza. Ai penalisti, vogliamo anche ricordare che i civilisti non sono figli di un dio minore, e rappresentano la stragrande maggioranza degli avvocati italiani».

Giovanni Negri

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