04.08.16 Italia Oggi – Elezioni forensi, raffica di email

Ordini forensi all’attacco contro il ddl che riscrive il procedimento elettorale. Sono partite infatti mail precompilate di protesta rivolte ai componenti della commissione giustizia del Senato, dove il provvedimento (ddl n. 2473) deve iniziare il suo iter, in particolare per la previsione del tetto all’espressione delle preferenze. Lo stesso Consiglio nazionale forense si è fatto portavoce delle istanze degli ordini territoriali, assicurando di aver raggiunto un accordo con la II commissione per eliminare tale limite (si veda ItaliaOggi di ieri). Una posizione, quella del Cnf e degli ordini, che però si scontra con quella di parte dell’avvocatura: l’Associazione nazionale forense, in particolare, afferma che da tale iniziativa «emerge la circostanza che parte dell’avvocatura, al suo interno, non rispetta le regole e non rispetta la legge», afferma il segretario generale Anf, Luigi Pansini. Per quanto riguarda, invece, le mail di protesta, l’iniziativa è stata avviata dal presidente degli avvocati del Triveneto, Antonio Rosa, con una missiva inviata agli altri presidenti locali e resa nota dal Sindacato degli avvocati di Bari. Il rischio, secondo Rosa, risiede nella prospettata discussione in sede deliberante del provvedimento, che «solo una numerosa e ferma presa di posizione di contrarietà al ddl dei Coa potrà impedire». Nella mail viene ricordato il ddl n. 3630, pendente presso la Camera, dove è specificato, tra l’altro, «che porre limiti al numero delle preferenze da esprimere rispetto ai componenti da eleggere è costituzionalmente irragionevole e irrazionale». Il presidente del Coa di Roma, Mauro Vaglio, nella missiva diffusa sempre dal Sindacato di Bari, afferma che gli ordini devono «assolutamente reagire, contattando tutti i componenti della commissione giustizia che conosciamo, minacciandoli eventualmente anche di ripercussioni elettorali». Pansini, invece, auspica che il ministro della giustizia «decida una volta per tutte di intervenire; è organo vigilante sulla professione e in quanto tale ha potere di intervento senza che vi sia bisogno di norma ad hoc; auspichiamo che mantenga l’impegno preso, che si faccia sostenitore del ddl 2473 che riprende la sua proposta o che si faccia autonomo propositore della stessa».

 

Gabriele Ventura