04.09.15 Libero – Gli avvocati non pagano la Cassa Punizione: espulsi dall’albo

La nobile professione dell`avvocato vive una crisi profonda e questo non è
certo più un mistero. La desolante novità, però, è che molti colleghi vengono sospesi dai propri Ordini professionali perché non sono in regola con il versamento del contributo d`iscrizione annuale.

In particolare l`Ordine degli avvocati di Treviso nel mese di agosto ha assunto
tali provvedimenti contro ben quattro avvocati e la reintegrazione all`esercizio della professione forense potrà avvenire soltanto con la regolarizzazione della posizione entro un determinato termine.

POCO PIÙ DI 200 EURO

Tale decisione, infatti, è stata assunta ai sensi dell`art. 29 Legge 247/2012 secondo il quale «coloro che non versano nei termini stabiliti il contributo annuale sono sospesi». Insomma tempi bui per l`Avvocatura, se non pochi avvocati hanno difficoltà a racimolare poco più di duecento euro da pagare all`Ordine di competenza.

Il problema è che molti svolgono la professione part time e senza l`organizzazione stabile di uno studio legale, ma utilizzando il telefono di casa. Il decadimento della professione va di pari passo con la crisi che
coinvolge qualsiasi altra attività.

Il sovrabbondante numero di avvocati svilisce, però, in modo significativo la
professione forense. Da un lato, la categoria non ha mai brillato in auto tutela,
rimanendo sempre arroccata su posizioni arcaiche, dall`altro lato i governi
di qualsivoglia colore non hanno mai perso occasione di legiferare contro l`avvocatura, rea di chissà quale misterioso peccato originale.

Un colpo Bersani, uno assai feroce Monti con il dimezzamento delle tariffe e
ora è in arrivo il servizietto finale di Renzi ovvero il Ddl concorrenza. CAPITALI ESTERNI

Non nasconde tutta la sua preoccupazione il Presidente del Consiglio nazionale Forense, organo di rappresentanza degli avvocati, Andrea Mascherin: «Preferisco non commentare per ragioni di opportunità il
mancato versamento dei contributi da parte dei Colleghi, ma la crisi della nostra professione è una questione seria. A breve arriverà in Aula il Ddl concorrenza che prevede l`ingresso negli studi legali di società di capitali estranei alla nostra professione siano esse banche, assicurazioni o mafia. Il capitale esterno con scopo di lucro potrà verificare con la sola ottica del profitto la convenienza dell`acquisizione del mandato da parte del professionista, ledendo in tal modo l`autonomia e l`indipendenza dell`avvocato. Non è esclusa la fallibilità dello studio legale. L`avvocatura però non è mercatista, non vuole assecondare l`assenza di tariffe e parametri.
Non riceviamo alcuna tutela dal Legislatore: vogliono assimilarci ad elettricisti ed idraulici. Però se sbaglia l`idraulico, si rompe un tubo, se sbaglia l`avvocato, manda in galera le persone!».

IL DDL CONCORRENZA

Insomma, il primo degli avvocati italiani mette le mani avanti: se oggi la categoria non sta bene, dopo il Ddl concorrenza starà ancora peggio. Se decine e decine di avvocati vengono sospesi per cronica carenza di fondi, l`ingresso del capitale comporterà il vero e proprio acquisto di molti avvocati
a pochi spiccioli. Un`avvocatura al guinzaglio della finanza è privata della sua
libertà, ma probabilmente si allinea all`andazzo generale. La finanza porta ricchezza in cambio di libertà. Meglio poveri, ma liberi.