05.10.18 Italia Oggi – Mediazione civile facoltativa nelle materie dove non ha ingranato

Nuova riforma della mediazione civile. Nei settori in cui funziona, come il diritto di famiglia e le controversie condominiali, resterà il vincolo dell’obbligatorietà. Per gli altri, in cui il passaggio in camera di conciliazione si rivela inutile perché l’altra parte non si presenta, diventerà facoltativa e alternativa alla negoziazione assistita. Sarà l’avvocato a scegliere e consigliare al cliente se procedere in mediazione o tramite negoziazione. Sono alcuni degli interventi annunciati dal ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, intervenuto ieri al XXXIV congresso nazionale forense, che si chiude domani a Catania. Il guardasigilli ha anche giustificato il rinvio dell’entrata in vigore del nuovo esame di stato con la volontà di aprire un tavolo con l’avvocatura per rivedere l’accesso alla professione. Non solo. Ha detto di aver adottato una disposizione di posticipo dell’entrata in vigore dei corsi obbligatori ai fi ni della pratica forense; ha avallato la richiesta della categoria di far entrare la figura dell’avvocato all’interno della Costituzione e ha dichiarato che il legale sarà protagonista della nuova class action. «Ho studiato le statistiche sulla mediazione civile e commerciale», ha detto Bonafede, «ed è emerso che in alcuni settori funziona come il diritto di famiglia e il condominio. In questi casi la volontà è di dare continuità all’obbligatorietà. Negli altri settori sarà l’avvocato a scegliere il percorso più idoneo tra la mediazione o la negoziazione assistita, che potrebbe essere estesa anche alle cause di lavoro. Va invece eliminato questo tipo di strumento per i sinistri stradali perché non porta a nessun risultato». Su uno dei temi cari agli avvocati, Bonafede ha confermato di volere «riaprire, entro il 9 ottobre, il tavolo sulla proposta di modifica del patrocinio a spese dello stato che riguarda l’accesso alla giustizia e il tavolo ministeriale per l’accesso alla professione forens». Siamo contrari», ha aggiunto il ministro, «alla chiusura delle sezioni fallimentari locali, ma abbiamo sentito la necessità di dare precedenza alle istanze territoriali con gli uffi ci di prossimità». Nel corso dei lavori è intervenuto anche il presidente di Cassa forenseNunzio Luciano, che ha puntato sulla misura che agevola l’accesso al credito dei liberi professionisti, con uno stanziamento pari a 1,3 miliardi di euro. «Abbiamo avviato questo percorso con Cassa depositi e prestiti», ha dichiarato, «ed entro un paio di mesi contiamo di essere pronti. Le agevolazioni riguarderanno l’acquisto di beni strumentali per gli studi legali e la formazione degli avvocati. Siamo inoltre pronti a creare con il ministero un fondo per i tribunali con l’obiettivo di renderli più efficienti. Continuiamo poi a dare sostegno all’economia reale. La nostra sfi da del futuro sarà investire sulla formazione degli avvocati ma il governo deve venirci incontro perché la doppia tassazione sulla pensione degli avvocati è ingiusta. Nel momento in cui investiamo l’aliquota è al 26% come per gli investimenti di tipo speculativo, e nel momento in cui eroghiamo la pensione veniamo nuovamente tassati. È un problema di fi scalità che riguarda le casse di previdenza». Il presidente del Consiglio nazionale forenseAndrea Mascherin, ha chiesto invece «di rafforzare il nostro ruolo in Costituzione e lo facciamo chiedendo di modifi care l’articolo 111 della Costituzione, cioè il ruolo dell’avvocato nel processo». «In questo XXXIV congresso nazionale forense», ha detto il coordinatore dell’Organismo congressuale forenseAntonio Rosa, «sono in gioco temi che non riguardano solo l’Avvocatura ma sono il baluardo di una vera e propria battaglia di civiltà e democrazia, da combattere nel nome della tutela dei diritti di tutti, soprattutto dei più deboli, che sono molto più a rischio di quanto non si creda». Il segretario nazionale dell’Associazione nazionale forenseLuigi Pansini, ha invece sottolineato che «gli avvocati devono essere portatori di un’idea di politica alta ed ergersi quali baluardi del diritto, del confronto e della democrazia ed è singolare che il rafforzamento dell’avvocato in Costituzione non sia stato oggetto di confronto in seno al congresso e che il progetto di riforma dell’art. 111, illustrato nella relazione d’apertura, non sia stato inserito e presentato tra i documenti congressuali».

Gabriele Ventura