06.06.18 Corriere del Mezzogiorno – «Decreto subito e il commissario» Il doppio affondo sul Palagiustizia

Un decreto urgente e la nomina di un commissario con poteri straordinari. Così da bruciare le tappe burocratiche per trovare una soluzione immediata, pur se provvisoria, finalizzata a risolvere l’emergenza giustizia a Bari. È la proposta che l’avvocatura nazionale farà al neo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che sarà presto a Bari, così come ha annunciato nei giorni scorsi. «In Friuli nel ’76 ho visto le tendopoli dei terremotati che erano molto meglio. Un post terremoto in genere viene organizzato in maniera più dignitosa, questa è una situazione che va al di là di ogni immaginazione. La peggiore delle immaginazioni non può pensare ad un sistema giustizia in queste condizioni». Sono state le prime impressioni di Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense, dopo la visita nella «tendopoli della giustizia» allestita nel parcheggio sterrato del Palagiustizia di via Nazariantz dichiarato inagibile. Da più di una settimana magistrati e avvocati continuano ad esercitare la professione in tende soffocanti e innumerevoli disagi. «Il percorso da seguire è una decretazione urgente con nomina di un commissario con poteri straordinari – ha continuato Mascherin – questa è la proposta che l’avvocatura farà al nuovo ministro senza distinzione fra avvocatura delle diverse regioni, nazionale o barese perché siamo tutti avvocati di Bari in questo momento. Il ministro nel proprio programma, insieme ad altre cose non condivisibili, ne ha alcune assolutamente condivisibili, come l’idea di investire in giustizia. Ora ha l’occasione di mettere in pratica parte del suo programma. Il primo tema che proporremo al Ministro – ha aggiunto – sarà la soluzione del problema Bari che non è solo un intervento a favore di Bari, ma una diversa versione della giustizia». Mascherin ha parlato poi di «mancanza di investimenti che porta a queste degenerazioni e comporterà costi ben superiori a quelli che ci sarebbero stati con interventi tempestivi. Questo serva da lezioni – ha proseguito – ma intanto dobbiamo trovare una soluzione normativamente sostenibile, con sedi transitorie da individuare su Bari così da non uscire dalla città. Ci vorrà l’impegno non solo dell’avvocatura e della magistratura ma anche della politica, a cominciare dai politici locali. Bisogna costruire la cittadella della giustizia e questa situazione ha concluso – può essere il lancio per la realizzazione rapida di una soluzione definitiva». Mascherin era accompagnato dal presidente dell’ordine degli avvocati, Giovanni Stefanì ed ha incontrato i vertici degli uffici giudiziari baresi e il presidente dell’Anm di Bari, Giovanni Battista. Oggi il Csm avanzerà formalmente al ministro della giustizia, la richiesta di intervenire con un decreto legge sull’emergenza Palagiustizia. «Se vogliamo far sì che non si realizzino situazione di difficoltà come la prescrizione dei processi – ha spiegato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini – occorre intervenire con strumenti normativi, procedurali e con risorse, come si fa seguito delle calamità naturali. L’individuazione di una soluzione transitoria è molto complessa – ha aggiunto ancora – ci sono locali da reperire, aule di udienza da realizzare. Tutto ciò richiede un intervento in deroga urgente». L’associazione nazionale forense ha condiviso la necessità della nomina di un commissario straordinario. «Da quest’elemento di unità tra avvocatura e magistratura – spiega Luigi Pansini, esponente del sindacato degli avvocati – deve partire un’iniziativa comune tesa alla soluzione dell’emergenza». Intanto il Palagiustizia di via Nazariantz è in fase di sgombero. Il prossimo 11 giugno scadono i termini per la ricerca di mercato con la quale si cerca un immobile che abbia spazi sufficienti per accogliere tutti gli uffici giudiziari penali. In attesa di individuare una sede provvisoria sono già disponibili la sede distaccata del tribunale di Modugno e un immobile di via Brigata Bari. Angela Balenzano