08.06.18 Italia Oggi – I professionisti dettano l’agenda

I professionisti indicano la via al nuovo governo: sussidiarietà, attività esclusive, formazione e specializzazioni sono solo alcune delle esigenze che, a pochi giorni dal voto di fiducia, le categorie elencano all’esecutivo, individuando una serie di priorità. Con la speranza di non pregiudicare i risultati raggiunti nell’ultima legislatura, portando a compimento le riforme in essere con l’emanazione delle disposizioni attuative mancanti. E se l’atteggiamento generalizzato è quello di aspettare l’operato del governo per dare i primi giudizi, c’è già chi espone delle perplessità verso alcuni provvedimenti annunciati, come quello della cosiddetta «pace fiscale», considerata a tutti gli effetti un nuovo condono. Consulenti del lavoro. Quattro le direttrici indicate dal Consiglio nazionale: ordini professionali, lavoro, fisco e sviluppo. In tema di rappresentanza, viene richiesto di rafforzare i principi di sussidiarietà con la Pa, «che non si sostituisce alle attribuzioni dello Stato». A questo scopo, sarà necessario prevedere una riorganizzazione del sistema ordinistico. Sul fronte lavoro si suggerisce di stabilire ulteriori sgravi fi scali e contributivi e continuare nell’opera di riduzione del cuneo fi scale. Sul fi sco: «Occorre semplifi care gli adempimenti previsti in materia di antiriciclaggio e introdurre un sistema premiale e non obbligatorio per chi si adegua alle nuove modalità relative alla fatturazione elettronica». Infi ne, sotto l’aspetto dello sviluppo e della crescita, l’auspicio è quello di garantire «il diritto universale alla connessione internet su tutto il territorio nazionale». Commercialisti. La defi nizione di attività esclusive è uno degli aspetti più evidenziati dal mondo dei commercialisti. Secondo Marco Cuchel, presidente dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti), è «necessario regolamentare il mercato fi scale in Italia, non è possibile che tutti possano fare tutto. Altre professioni hanno delle attività a loro riservate; dobbiamo ambire ad averne anche noi». Dello stesso avviso, anche se partendo da un’impostazione diversa, è Marcella Caradonna, presidente dell’ordine di Milano: «le esclusive sono argomento importante ma è necessario inquadrarle in un’ottica differente, ovvero a tutela del cittadino. Il legislatore deve dare un segno in questo senso: come si prevedono vincoli sull’immobiliare o sulle consulenze fi nanziarie sarebbe giusto prevederli anche in ambito tributario». Contestazioni sul tema della «pace fiscale» arrivano, invece, dal presidente dell’ordine di Roma Mario Civetta: «l’ennesimo condono, comunque si chiami, è un messaggio negativo per tutta la categoria e delegittima il commercialista serio a vantaggio di quello più opaco. Già con la rottamazione delle cartelle si è fatto un regalo agli evasori; ora che vogliamo fare, dargli li premio alla carriera?». Professioni tecniche. Armando Zambrano, coordinatore della rete delle professioni tecniche, suggerisce una serie di interventi, tutti a costo zero. «Prima di tutto applicare sempre di più il principio di sussidiarietà; noi possiamo svolgere attività come l’asseverazione alleggerendo il lavoro della Pa. In secondo luogo l’esecutivo dovrà operare per limitare le gare al massimo ribasso, un vero disastro per questo paese. Fondamentale diminuire i tempi di approvazione dei progetti, dando anche maggiori responsabilità ai collaudatori. Infine, sarebbe necessario un intervento sulle Stp (società tra professionisti), in modo da renderle più diffuse eliminando i paletti ad oggi in essere. La forma societaria offre molti vantaggi al professionista come, ad esempio, una più ampia probabilità di usufruire di finanziamenti europei». Avvocati. «Riteniamo sia doveroso intervenire sulla legge professionale forense del 2012, con particolare attenzione alle giovani generazioni, perché dalla sua entrata in vigore non sono stati conseguiti i risultati sperati, dati anche i numerosi interventi del giudice amministrativo in materia. Urge poi una separazione dei poteri in capo al Consiglio nazionale» questo l’appello lanciato al nuovo governo da Luigi Pansini a nome dell’Associazione nazionale forense.

MICHELE DAMIANI