08.12.17 Italia Oggi – Stop ai contanti per gli stipendi

Stop al pagamento in contanti degli stipendi direttamente ai lavoratori. Lo prevede un emendamento alla manovra, prima firmataria Titti Di Salvo (Pd), approvato, ieri, dalla commissione lavoro della camera. La proposta di modifi ca, che di fatto riprende i contenuti di un disegno di legge approvato da Montecitorio il mese scorso (si veda ItaliaOggi del 16 novembre) e trasmesso al senato, punta a vincolare il pagamento delle retribuzioni a mezzi tracciabili ed è tesa a evitare il rischio di buste paga false. I datori di lavoro potranno corrispondere lo stipendio al lavoratore tramite banca o ufficio postale, con bonifico sul conto, strumenti di pagamento elettronico, assegno consegnato direttamente al lavoratore o a un suo delegato. Il pagamento in contanti è ammesso presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro. La modifi ca, passata ora al vaglio della commissione bilancio, sul cui tavolo sono stati recapitati ieri circa 5.000 emendamenti, impone, dunque, la tracciabilità delle retribuzioni. Un’altra modifica interviene sul fronte delle molestie sul lavoro, facendo in modo che non vi siano ripercussioni lavorative per chi denuncia ed estendendo alle vittime di molestia il congedo di tre mesi riservato alle donne vittime di violenza. Su altri due emendamenti si è registrato il parere contrario del governo. Uno riguarda la modifi ca della governance Inps e Inail, tema su cui il sottosegretario al lavoro, Luigi Bobba, presente ai lavori in rappresentanza del governo, ha rimarcato che «la posizione del governo non fa riferimento al merito, perché si conviene sull’esigenza di andare in direzione di un diverso assetto dei poteri dell’ente, quanto alla valutazione che un intervento di natura puramente ordinamentale e privo di connotazioni di bilancio non può trovare corretta collocazione all’interno della legge di bilancio. Quanto all’incremento delle indennità minime e massime in caso di licenziamento illegittimo», Bobba considera equilibrati gli indennizzi risarcitori attualmente previsti. Tra gli altri emendamenti approvati dalla commissione lavoro che saranno sottoposti all’esame della commissione bilancio c’è la proroga dell’Ape social al 2019 con aggiustamenti cumulativi. In buona sostanza ai fi ni dei requisiti, la proposta prevede il riconoscimento di un anno per ogni fi glio; che la fi ne del contratto a tempo determinato non preclude l’accesso e il non avere percepito l’indennità di disoccupazione non fa perdere il diritto. L’emendamento, inoltre, include le nuove quattro categorie di lavori gravosi, escluse dall’innalzamento automatico dell’età pensionabile, nell’elenco delle categorie che possono richiedere l’assegno. Una proposta a prima firma del presidente della commissione, Cesare Damiano, prevede un meccanismo che consente di riconoscere i benefi ci dei lavori usuranti anche ai turnisti notturni. Infine proteste dall’Anf (Associazione nazionale forense) che chiede alla commissione bilancio di respingere l’emendamento pd sul processo sommario, ritenuto dal presidente Anf, Luigi Pansini: «gravoso e inutile».