09.01.19 Italia Oggi – Elezioni Coa, modifiche in vista

Elezioni forensi, si cambia. A seguito della sentenza della Cassazione (S.u. n. 32781 del 19 dicembre 2018), che ha stabilito la valenza retroattiva per il calcolo dei mandati da consigliere Coa (massimo due consecutivi), il sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone annuncia ad ItaliaOggi la volontà di intervenire sul tema, per concedere una proroga alle elezioni che si stanno svolgendo in questi mesi e, successivamente, operare un correttivo legislativo. Nel frattempo, ieri , il gruppo di Forza Italia al Senato ha presentato un emendamento che ribalterebbe la decisione della Corte, facendo partire il calcolo dei mandati dall’approvazione dell’ordinamento forense, ovvero il 2012 (emendamento al dl semplificazione). In tutto questo i vari Coa, impegnati nelle elezioni vista la scadenza dei consigli degli ordini stabilita dalla legge per il 31 dicembre 2018, si muovono autonomamente data la mancanza di comunicazione da parte del Consiglio nazionale forense; in alcuni casi viene rispettata la sentenza, in altri no. La decisione della Corte ha provocato un vero e proprio terremoto nei Coa italiani: secondo la Cassazione, il limite massimo di due mandati come consigliere di un ordine, stabilito dall’ordinamento professionale e ribadito dalla legge Falanga (113/2017), non deve essere calcolato a partire dal 2012, ma ha valenza retroattiva; questo ha reso illegittimi molti consiglieri locali e provocato il panico in vista delle elezioni dei Coa, tutti in scadenza il 31 dicembre 2018, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio di quest’anno. Molti dei candidati infatti, avendo superato il limite di due mandati consecutivi, hanno visto la loro candidatura diventare illegittima a meno di un mese dallo scioglimento del Coa di competenza. Le reazioni dei vari ordini, come detto, sono state diverse tra loro: Livorno, ad esempio, ha spostato la data dalle elezioni dal 22/25 gennaio al 13/15 febbraio; stessa cosa per Catanzaro, che ha spostato le date perché convinto della predisposizione di un intervento governativo. Il Coa di Catania, invece, ha ammesso tutti i candidati illegittimi sulla base di un parere resogli da un professore di diritto costituzionale avverso alle conclusioni della sentenza. L’ordine di Roma, invece, ha visto ritirate tutte le candidature non in linea con le decisioni della Corte. La stessa cosa non è avvenuta a Brescia, unico Coa già andato a elezioni, dove a seguito del procedimento elettorale sono stati presentati tre distinti ricorsi al Cnf per presunte illegittimità di alcuni consiglieri eletti. A Milano il presidente uscente Danovi, ricandidato legittimamente, afferma che «la sentenza deve essere rispettata, formula un principio di diritto a cui bisognerebbe attenersi». Domani, a Milano, ci sarà un consiglio con all’ordine del giorno proprio il tema delle elezioni. In questo contesto confuso la politica prova ad intervenire: proprio ieri, come detto, il gruppo di Forza Italia al Senato ha presentato un emendamento al dl semplifi cazioni (ddl 897 atteso in discussione in assemblea il 15 gennaio) in cui viene stabilito che: «I mandati da computarsi per l’applicazione delle norme relative all’ineleggibilità… sono esclusivamente quelli consecutivi tra di loro, di durata superiore ai due anni, espletati dopo l’entrata in vigore della legge 31 dicembre 2012». In questo modo verrebbero annullati gli effetti della sentenza, che affermava come il calcolo dovesse partire da prima del 2012 «vista la mancanza di una norma contraria». Secondo la capogruppo Fi al Senato Maria Bernini il correttivo è necessario perché «appare indispensabile che le elezioni si svolgano con regole chiare e senza incertezze interpretative». L’emendamento ha provocato, invece, molte critiche da parte delle associazioni professionali. Secondo Luigi Pansini, presidente dell’Associazione nazionale forense (Anf), la decisione della Corte «non ha bisogno di alcuna ulteriore interpretazione, essendo assai chiare le motivazioni e la ricostruzione giuridica. Tutte le associazioni forensi si sono espresse a favore del rispetto del principio stabilito dalla Cassazione». Della stessa opinione il Movimento forense, che «manifesta forte preoccupazione di fronte alla prospettata foratura postuma da parte della politica che pare voler sovvertire quanto già previsto dalla legge e pure confermato dalla suprema magistratura. Peraltro», concludono dall’Associazione, «l’emendamento di minoranza proposto da Fi non è omogeneo rispetto al dl semplifi cazioni e, quindi, costituzionalmente illegittimo: volerlo inserire in questo testo palesa la sua natura antisistema e quindi giustifi ca ogni opposizione allo stesso».