09.01.19 Il Sole 24 Ore – Bagarre sull’emendamento con la sanatoria per gli Ordini

Si accende la bagarre sulle elezioni forensi. Una conseguenza diretta della sentenza della Cassazione con la quale, lo scorso 19 dicembre, è stata affermata l’ineggibilità di quei consiglieri che hanno già svolto due mandati consecutivi, anche se parzialmente risalenti alla riforma del 2017. Una decisione che ha gettato lo scompiglio nell’avvocatura, visto che nelle prossime settimane, entro gennaio, si sarebbero tenute le consultazioni per il rinnovo dei consigli dell’Ordine.

Di fronte al caos di candidature presentate con le vecchie regole, di Consigli che hanno già disposto (è il caso di Bologna) il rinvio a febbraio delle elezioni, in queste ore è circolato il testo di un emendamento al decreto legge semplificazioni per sterilizzare nei fatti la pronuncia della Corte. Emendamento di incerta paternità, almeno per ora e probabilmente non sgradito al ministero della Giustizia, ma di sicuro effetto: i due mandati consecutivi da tenere in considerazioni ai fini dell’ineleggibilità sarebbero “solo” quelli «svolti a seguito di elezioni celebrate ai sensi della legge n. 247 del 2012 o della legge n. 113 del 2017 e durati più di due anni».

Nei fatti una soluzione che permetterebbe lo svolgimento del voto senza tenere conto, almeno nell’immediato, della stretta sull’ineleggibilità. E che però è stata subito contestata dalle associazioni forensi. In prima fila Anf con l’attacco del segretario Luigi Pansini per il quale l’emendamento rappresenta «un colpo di spugna a quanto giustamente deciso recentemente dai giudici di Piazza Cavour e un regalo confezionato ad arte per una “casta”, una elite e centri di potere che da tantissimi anni coagulano intorno a se interessi e voti, e che potrebbero continuare a farlo».

E il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone chiama in causa, con un’interrogazione, il ministro Alfonso Bonafede, chiedendogli quali iniziative intende prendere per scongiurare un contenzioso elettorale e, nello stesso tempo, favorire l’avvicendamento nei consigli forensi.

G. Ne.