11.02.15 Il Sole 24 Ore – Sentenze brevi e stop al «filtro»

Processo civile. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la legge delega per la riforma del Codice di procedura

Perimetro assai ampio per la riforma del Codice di procedura, potenziamento del tribunale delle imprese e istituzione di sezioni specializzate per la famiglia. Il Consiglio dei ministri di ieri sera ha dato il secondo, dopo quello del 29 agosto, via libera alla legge delega per l’efficienza del processo civile. Una delega sulla quale, a dire la verità, è già all’opera da tempo la commissione presieduta da Giuseppe Maria Berruti. Il testo, che affida al ministero della Giustizia 18 mesi per completare la redazione dei decreti legislativi, si divide abbastanza nettamente in due parti: una organizzativa e l’altra procedurale con le novità per primo grado, appello e Cassazione.

Per quest’ultima l’obiettivo è di restituire un minimo di prevedibilità alla durata del processo e alla sentenza. Detto che tutte le sentenze saranno di norma dotate di immediata provvisoria efficacia, in primo grado è prevista la revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire al giudice di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi. Si valorizza la proposta di conciliazione del giudice «anche in chiave di valutazione prognostica sull’esito della lite, da compiere allo stato degli atti prima della valutazione di ammissibilità e rilevanza delle prove».

In appello si apre alla soppressione del tanto detestato (dagli avvocati) filtro, puntando però, nello stesso tempo, all’introduzione di criteri di maggiore rigore sull’onere dell’appellante nell’indicare i capi della sentenza che vengono impugnati. Spazio al potenziamento del carattere impugnatorio anche attraverso la codificazione degli orientamenti giurisprudenziali e la tipizzazione dei motivi di impugnazione. Quanto alla Cassazione, l’obiettivo è di arrivare a un uso più diffuso del rito camerale e all’adozione di modelli di motivazione sintetici («stop alle sentenze enciclopediche» ha ribadito ieri sera il ministro Andrea Orlando) anche attraverso il rinvio a precedenti.

Sul piano organizzativo, si parte dalla valorizzazione dei positivi risultati raggiunti dalle Sezioni specializzate in materia di impresa. La delega, infatti, mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in Sezioni specializzate per l’impresa e il mercato e, soprattutto, estende l’ambito di competenza ad altre materie:

controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non rivolte all’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale;

controversie in materia di pubblicità ingannevole;

azione di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo;

controversie relative agli accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo;

controversie societarie relative (anche) a società di persone;

controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, che rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.

Si prevede, infine, l’istituzione di una Sezione specializzata per la famiglia, i minori e la persona con competenza su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile. In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona.

Giovanni Negri