11.10.16 Italia Oggi – Orlando promette agli avvocati una legge sull’equo compenso

Corsia privilegiata per l’equo compenso degli avvocati contro i contratti capestro di banche e assicurazioni, innalzamento delle tutele per le donne avvocato, coinvolgimento della categoria forense nella costruzione delle leggi dello stato. Sono alcuni degli interventi annunciati dal ministro della giustizia, Andrea Orlando, intervenuto sabato scorso alla giornata conclusiva del XXXIII Congresso nazionale forense di Rimini, dove è nato l’Organismo congressuale forense in sostituzione dell’Oua (si veda ItaliaOggi dell’8 ottobre scorso). In particolare, il guardasigilli ha risposto all’appello lanciato dal presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, che in apertura del congresso aveva chiesto al ministro che il ddl sull’equo compenso fosse di iniziativa governativa e non parlamentare. La proposta di legge messa a punto dal Cnf, in particolare, prevede, sul fronte contrattuale, la nullità delle clausole che prevedano condizioni contrattuali contrarie all’equo compenso, definendo le tipologie di clausole ritenute abusive. Secondo Orlando, «si è creata una sperequazione e oggi il mercato non è trasparente, creando condizioni inaccettabili di lavoro soprattutto per i giovani». Orlando si è inoltre impegnato per la costruzione, a breve, di un «pacchetto» di tutele per le donne, portando per esempio nuovi palazzi di giustizia dotati di spazi per i bambini. Nel corso dei lavori congressuali sono state approvate inoltre diverse mozioni politiche su temi quali il patrocinio a spese dello stato, la negoziazione e mediazione familiare, la famiglia, l’attività stragiudiziale di recupero crediti e infortunistica stradale di competenza esclusiva degli avvocati, il ddl concorrenza. Sulla nascita dell’Ocf si è espresso il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Remo Danovi.« Il superamento dell’Oua e la nascita del nuovo Organismo previsto dalla legge professionale», spiega, «rappresentavano una tappa doverosa e indifferibile di questo congresso. Milano avrebbe preferito che si fosse tenuto conto di alcune modifiche, forse non sostanziali, che avrebbero però consentito di raggiungere una maggioranza molto più ampia e quindi di conferire maggiore autorevolezza alla nuova rappresentanza». Secondo Luigi Pansini, segretario generale Anf, «occorre aspettare per vedere come sarà composto e come lavorerà il nuovo organismo, ma augurarsi, dopo nemmeno 24 ore dalla conclusione del congresso, che il nuovo modello naufraghi non è saggio e non è rispettoso della volontà congressuale. Volenti o nolenti, con il nuovo organismo ci si dovrà confrontare, come ventidue anni fa accadde con l’organismo unitario. Anf esisteva con l’Oua, Anf esiste con l’Ocf; nessun ridimensionamento, ma tanto lavoro in più per una novità che riguarda l’intera avvocatura». Aldo Bottini, presidente degli Avvocati giuslavoristi italiani, si augura «che questo congresso e il nuovo Organismo contribuiscano a superare l’attuale stato di confusione nei rapporti tra la professione forense e le istituzioni. Il governo, la politica hanno bisogno di interlocutori “unici”, e questo risultato si può ottenere solo se l’avvocatura ascolta e consulta le sue componenti specialistiche».

Gabriele Ventura

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