11.12.14 Il Sole 24 Ore – Entro il 2020 il 50% di legali e magistrati formati in diritto Ue

Si è celebrata ieri la prima Giornata europea degli avvocati, dedicata al tema dei sistemi di sorveglianza di massa e della tutela del segreto professionale degli avvocati. L’evento è stato organizzato in numerose città continentali, in concomitanza con la ricorrenza della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948).

Al convegno, organizzato dal Consiglio nazionale forense a Roma, hanno discusso, tra gli altri, Stefano Rodotà, il garante nazionale per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, il garante europeo per la protezione dei dati personali, Giovanni Buttarelli, e il viceministro della Giustizia, Enrico Costa. Al centro del dibattito la confidenzialità tra clienti e avvocati, da tutelare come principio insopprimibile dello Stato di diritto (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

Per il presidente del Cnf, Guido Alpa, «le nuove norme Ue in materia di circolazione dei dati personali, e sull’uso dei dati nei sistemi di controllo per la sicurezza e nell’attività di giustizia, dovranno chiarire l’ambito della loro operatività e l’inclusione o meno della corrispondenza telematica nell’oggetto del controllo esercitato dalla pubblica amministrazione e dall’autorità garante».

Per Stefano Rodotà «ormai siamo quello che Google ci dice che siamo. Le nostre identità possono essere costruite con un algoritmo… Ecco perché una Carta che tuteli i diritti delle persone, e la loro autodeterminazione nell’era dei Big data, è importante».

Il Garante nazionale per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha evidenziato come a livello europeo – così come americano – sia la giurisprudenza a segnare la strada di una maggior tutela dei diritti, come hanno dimostrato le due sentenze della Corte Ue su Google (diritto all’oblio e data retention) e digital right.

Per il Garante europeo, Giovanni Buttarelli, la riforma della normativa in materia di dati personali che si sta profilando in Ue – dove è in corso di esame un nuovo regolamento e una nuova direttiva – implicherà una revisione del sistema. Nel messaggio inviato in occasione dei lavori, la commissaria Ue Giustizia-Diritti dei consumatori-Pari opportunità, Vera Jourova, ha sottolineato che la tutela della riservatezza tra avvocati e assistiti è strumento essenziale della rule of law e che vi si pone attenzione anche nella nuova proposta della Commissione Ue sull’antiriciclaggio. Con riferimento più in generale alla formazione in ambito comunitario degli operatori di giustizia, la commissaria ha anche riferito che la Commissione punta ad avere il 50% di avvocati e magistrati formati specificatamente in diritto Ue entro il 2020.

Nel corso dei lavori è stata trasmessa, infine, l’intervista a Ben Wizner, avvocato di Snowden, il quale ha sottolineato che per un professionista legale la riservatezza delle conversazioni con il proprio assistito/cliente è un'”obbligazione sacra” e che sarebbe opportuno che gli avvocati e i loro organismi di rappresentanza adottassero sistemi crittografici sicuri.