14.02.16 Il Fatto – Gli avvocati litigano sul “loro” giornale

A molti avvocati non piace il Dubbio, nuovo quotidiano che sarà guidato da Piero Sansonetti, direttore de Il Garantista. Sebbene il giornale, in uscita a fine mese, sia il loro “organo” ufficiale, molti stanno scrivendo ai vertici del Consiglio nazionale forense, eletto dai consigli dell’ Ordine degli avvocati, per chiedere come sia possibile per un ente pubblico imbarcarsi in un’ iniziativa imprenditoriale così rischiosa come quella editoriale.

 A portare avanti l’ impresa è il presidente del Cnf, l’ avvocato Andrea Mascherin. Il 10 dicembre scorso al ministero della Giustizia (dove anche il Cnf ha la sua sede), la Fondazione per l’ avvocatura italiana da lui presieduta ha dato vita alla società Edizioni Diritto e Ragione srl, di cui detiene il 100 per cento delle quote. Il cda è guidato proprio da Mascherin, ora impegnato con Sansonetti in un tour per presentare Il Dubbio ai consigli forensi delle principali città, così da ottenere blocchi di abbonamenti.

Il 26 gennaio, per esempio, era a Bari e ha spiegato che il giornale avrà una foliazione dalle 16 alle 20 pagine, una tiratura tra le seimila e le diecimila, e sarà distribuito a Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari e altre quattro città, dove sarà in edicola tutti i giorni, lunedì escluso, per 1,50 euro.

 Il costo annuo per la piccola redazione, stampa e distribuzione è di circa 1,6 milioni di euro: “Abbiamo già 30 mila abbonati digitali – dice Sansonetti -, ma vogliamo arrivare a 80 mila abbonati e almeno duemila copie vendute”. Il piano a non convince alcune delle principali organizzazioni di avvocati.

 Il 29 gennaio l’ Organismo unitario dell’ avvocatura ha censurato l’ iniziativa perché contraria alla legge professionale sulla separazione tra la rappresentanza istituzionale e quella politica. L’ impegno di spesa “sembrerebbe essere posto inizialmente a carico delle risorse degli avvocati italiani e, a regime, potrebbe anche prevedere l’ ingresso di capitali esterni per la raccolta pubblicitaria, in grado di condizionare le stesse scelte editoriali”.

Molte di queste perplessità sono le stesse espresse dall’ Associazione nazionale forense, che prima ha scritto a Mascherin dicendogli che l’ iniziativa “sembra presentare più rischi che vantaggi per l’ intera Avvocatura”. Poi, il 10 febbraio, ha chiesto al ministro della Giustizia Andrea Orlando di intervenire.

“Hanno espresso i loro dubbi ma io – dichiara Sansonetti – alle assemblee trovo molte persone interessate”. Per quanto riguarda le questioni sollevate sui compiti del Cnf il direttore afferma: “Non sarà il consiglio a occuparsene, ma la fondazione”. Differenza sottile, essendo la fondazione un organo del Cnf.

Andrea Giambartolomei

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