14.06.15 Il Sole 24 Ore – Il Tar manda in tilt le elezioni forensi

Il Tar getta nel caos le elezioni forensi. Con una sentenza depositata ieri e relativa a un ricorso presentato da Anf (ma analoghe pronunce dovrebbero essere state depositate su ricorsi di altre associazioni come Anai), il Tar del Lazio ha dichiarato l’illegittimità del regolamento del ministero della Giustizia sulla base del quale si sono svolte le consultazioni per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine. In particolare, a venire censurate sono quelle norme del regolamento (articoli 7 e 9) che appaiono ai giudici amministrativi poco rispettose del principio di tutela delle minoranze. Soprattutto dove è permesso a ogni elettore di esprimere un numero di preferenze pari al numero dei candidati da eleggere, dove è permessa la presentazione di liste che contengono un numero di candidati pari a quello dei consiglieri complessivamente da eleggere e dove si prevede che le schede elettorali possono contenere un numero di righe pari a quello dei componenti complessivi del consiglio da eleggere. La decisione del Tar, per ora soggetta a impugnazione davanti al Consiglio di Stato (che peraltro intervenendo sulla richiesta di sospensiva si è già dimostrato in sintonia con l’odierna interpretazione del Tar), rende a questo punto ne­ cessario un intervento da parte del ministero della Giustizia. E in questo senso già ieri pomeriggio si è mosso il Consiglio nazionale forense. Il presidente Andrea Mascherin, presa visione della pronuncia, ha subito contattato via Arenula e martedì è in programma un incontro con la staff del ministro Andrea Orlando. Mascherin spiega che l’incertezza, cheè in realtà anche una diretta conseguenza della vaghezza sul punto dell’Ordinamento forense, che poi il regolamento non ha contribuito a dissipare, va risolta al più presto e che tre so­ no le situazioni attuali: consigli già rinnovati dove è stato fatto ricorso e dove la sentenza del tar impatta in maniera determinante, consigli già rinnovati e dove il ricorso non è stato presentatoe dove la situazione dovrebbe ormai essere assestata e consigli che ancora devono essere rinnovati e dove le elezioni erano state sospese in attesa del verdetto della giustizia amministrativa. Tra i neopresidenti c’è quello dell’Ordine di Milano, Remo Danovi, che però, interpellato sulle conseguenza della sentenza sottolinea che la lista da lui portata alla consultazioni già era rispettosa di quanto adesso chiarito dal Tar e che quindi nessun problema dovrebbe presentarsi.