15.01.15 La Stampa – Cause civili troppo lente. In dieci anni risarciti 500 milioni di euro

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è alle prese con i danni della malagiustizia e deve fronteggiare una possibile emorragia da 1 miliardo di euro. Stavolta si parla di lungaggini della giustizia civile e di un piano ministeriale per chiudere presto quantomeno le cause più vecchie. «Le lentezze della giustizia civile dice il ministro – non soltanto sono un freno allo sviluppo, e non per caso incontrerò oggi il vicepresidente della commissione europea Jyrki Katainen, commissario alla Competitività, ma rappresentano un ingente esborso per lo Stato». Giustizia lumaca: i costi La cosiddetta legge Pinto impone risarcimenti quando i processi civili vanno troppo per le lunghe. E così sono stati sborsati ben 500 milioni di euro in dieci anni. Ma le cifre in ballo stanno crescendo: il ministero dell’Economia ipotizza che in futuro i risarcimenti possano toccare i 500 milioni l’anno. E Orlando ha rivelato ieri di avere trovato in bilancio un debito occulto di 400 milioni di euro in risarcimenti deliberati e non liquidati. Su questo debito peraltro s’innesta un ulteriore contenzioso davanti ai Tar, si pagano interessi legali, e l’Italia viene regolarmente condannata in sede europea a pagare la multa sulla multa. Soltanto nel 2013, la corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a 71 milioni di euro in ulteriori multe per violazione di diritti. Il piano ministeriale «Il tassametro corre», avverte Mario Barbuto, direttore generale dell’Organizzazione giudiziaria del ministero. Barbuto è il padre di una direttiva in vigore a Torino, ma adottata anche a Prato come a Genova o Marsala, che ora è diventata un programma ministeriale ribattezzato Strasburgo-2. I tribunali sono invitati a trattare per prima le cause più vecchie, quelle che comportano risarcimenti più onerosi. La mina vagante Sono 86mila le cause istruite prima del 2000, 127mila quelle del 2000-2005, 835mila del 2006-2010, 2.692mila del 20112013. Il sogno del ministero è che siano smaltite nei prossimi sei mesi le cause più vecchie, quelle ultraquindicennali, ed entro nove mesi quelle ultradecennali. Secondo Barbuto, «ai fini della legge Pinto queste sono una mina vagante». Nuova linfa Il ministero della Giustizia, in attesa delle riforme annunciate, altro non può fare che lanciare inviti. «Il programma dice però Orlando – si accompagna con nuove risorse: 50 milioni per il 2015, 90 per il 2016, 120 dal 2017. E stiamo assumendo: è appena partito un bando per 1031 posti di personale amministrativo su 9mila posti vacanti, 71 unità sono state trasferite da altri ministeri, 144 sono in corso di assunzione». Ma occorre più meritocrazia, sostiene Orlando. «Le nuove risorse finanziarie saranno assegnate dal ministero secondo un criterio meritocratico». E il ministro chiede anche aiuto al Csm affinché la meritocrazia pesi nelle scelte dei dirigenti degli uffici.