16.01.15 Il Sole 24 Ore – Avvocati, sbloccate le elezioni

Si sbloccano le elezioni forensi. Con due ordinanze depositate ieri il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Anf e Anai sul regolamento del ministero della Giustizia che disciplina il rinnovo dei vertici degli Ordini. A questo punto le elezioni, che molti Ordini avevano calendarizzato per le prossime settimane, potranno svolgersi regolarmente. Lo stesso ministero aveva sollecitato, il 24 dicembre, una pausa di riflessione in attesa della pronuncia della giustizia amministrativa.

Oggetto delle contestazioni era la mancata tutela delle minoranze testimoniata dalla possibilità – ammessa dal regolamento nel nome della parità di genere – di esprimere, da parte di ogni singolo avvocato, un voto di lista oppure per tutti i componenti della lista. In questo modo di conseguenza, nella lettura delle associazioni ricorrenti, la lista vincente avrebbe potuto totalizzare tutti i posti di consigliere disponibili.

Per il Tar il regolamento non si pone in contrasto con il nuovo ordinamento forense, avendo la possibilità di disciplinare il sistema di voto nel caso in cui le preferenze sono espresse nei confronti di entrambi i generi: infatti si prevede che le liste possono recare le indicazioni dei nominativi fino ad un numero pari a quello complessivo dei consiglieri da eleggere quando i candidati appartengano ai due generi e a quello meno rappresentato è riservato almeno un terzo dei componenti della lista.

Per il Tar «la possibilità, prevista dal comma 5 dell’articolo 9, di esprimere tante preferenze quanti sono i componenti del Consiglio da eleggere è applicazione della previsione – disposta a garanzia dell’equilibrio tra i generi – del quarto alinea del comma 2 dell’articolo 28, legge n. 247 (id est, la possibilità di esprimere “un numero maggiore di preferenze” se destinate ai due generi), come attesta la dichiarata condizione, posta dal comma 5, che il voto sia destinato ai due generi».

Ad analoga conclusione si deve arrivare per l’ipotesi in cui le liste contengano indicazioni dei nominativi fino ad un numero pari a quello complessivo dei consiglieri da eleggere e il voto è espresso indicando la lista, visto che in questo caso la circostanza che votando la lista il voto sia attribuito ad ognuno dei suoi componenti è limitata all’ipotesi – espressa nel comma 1 dell’articolo 7 come condizione per indicare tanti nominativi quanti sono i consiglieri da eleggere – che i candidati appartengono ai due generi.

Reagisce il segretario dell’Anf Ester Perifano: «Non possiamo escludere di ricorrere in appello al Consiglio di Stato. Stiamo conducendo una battaglia di democrazia e di civiltà per l’affermazione di un principio sacrosanto contenuto nella legge che, in quanto tale, non può essere sacrificato ad altri, ma con altri deve essere contemperato».

Giovanni Negri

L’ARTICOLO SULLE PAGINE DEL GIORNALE