16.01.15 Italia Oggi – Elezioni avvocati, ok dal Tar

Sono salve le elezioni dei consigli dell’Ordine degli avvocati. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensiva del regolamento elettorale emanato dal ministero della giustizia (dm n. 170/2014). Secondo le ordinanze emesse ieri nei confronti dei ricorsi presentati, tra gli altri, dall’Associazione nazionale forense e dell’Associazione nazionale avvocati italiani, l’eventuale vulnus relativo alle minoranze può essere dimostrato solo a risultato acquisito. E in generale, le disposizioni regolamentari «non appaiono infi ciate dai profi li di illegittimità dedotti da parte ricorrente». I motivi del ricorso, infatti, secondo il Tar non sono «assistiti da suffi ciente fumus alla luce di una corretta lettura dei commi 2 e 3 dell’art. 28, legge 31 dicembre 2012, n. 247, dei quali il ministro, nell’impugnato Regolamento sulle modalità di elezione dei componenti dei Consigli degli ordini circondariali forensi di cui al decreto 10 novembre 2014 ha dato esatta attuazione». La conformità alla Costituzione della normativa primaria, inoltre, è garantita dal comma 2 dell’art. 28 della nuova legge professionale, «volto a dare effettività al principio di pari opportunità tra donne e uomini, principio che trova tutela a livello costituzionale ai sensi dell’art. 51 della costituzione, richiamato peraltro proprio nel predetto comma 2». Infi ne, secondo il Tar «non appare fondato neanche il motivo rivolto avverso l’art. 7, comma 1, del regolamento nella parte in cui prevede l’arrotondamento per difetto all’unità inferiore, non contrastando tale disposizione con il comma 2 dell’art. 28, legge n. 247 del 2012, che si riferisce ai consiglieri eletti e non alla formazione delle liste». Secondo Ester Perifano, segretario generale di Anf, «l’ordinanza con la quale il Tar rigetta la sospensiva, seppure diligentemente motivata, sembra, a prima vista, non centrare esattamente le questioni, ragion per cui pur auspicando una rapida soluzione della questione, non possiamo accantonare a cuor leggero l’idea di elezioni libere e consapevoli».

 

Gabriele Ventura

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