16.10.15 La Stampa – Manovra in deficit per metà, ora parte la trattativa con l’Ue

Ieri sono sparite le slide, sostituite da 25 tweet. Solo dopo le 2 1 .3 0 a r r i va i l co m u n i c at o stampa, ma non c’è ancora traccia dei testi di legge, segno che il cantiere è aperto e il diavolo sta sempre nel dettaglio. Dopo la riunione del consiglio dei ministri, secondo alcuni racconti un po’ turbolento, apprendiamo però almeno le novità fondamentali: la manovra per il 2016 vale 26,5 miliardi di euro, più di metà dei quali saranno maggior deficit. Dipendesse da Renzi salirebbe a trenta per anticipare al 2016 il taglio dell’Ires, ma l’Europa è contraria. In arrivo altri testi Nella manovra ci sono quasi tutte le misure annunciate: l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, sui terreni agricoli, sui grandi macchinari, una norma per velocizzare gli ammortamenti delle imprese, la conferma dell’opzione donna, il part time agevolato per chi ha 63 anni, il canone Rai nella bolletta elettrica, la revisione del regime dei minimi per le partite Iva, l’aumento del limite all’uso del contante. Molte norme sono ancora in discussione, di altre c’è poco più che l’annuncio. La manovra sarà del resto accompagnata da due testi collegati: uno introdurrà la Sia (Sostegno di inc l u s i o n e at t i va ) u n a ve ra e propria carta di credito (“non la vecchia social card”, spiegano a Palazzo Chigi) per le famiglie povere, un secondo testo rivedrà il sistema delle tutele alle partite Iva. Un terzo articolato (forse un decreto) stanzierà nuovi fondi per il Giubil e o. Ne l l a m a n ov ra c i s o n o buone notizie ma anche alcune cattive, se si ha a cuore la tenuta dei conti pubblici. Il piano di riduzione delle spese, ad esempio: doveva valere dieci miliardi, si ferma a 5,8. Due miliardi arriveranno da riduzioni medie del tre per cento al budget dei ministeri, altrettanto da un taglio alle spese per beni e acquisti della pubblica amministrazione, 1,8 dalla riduzione degli stanziamenti previsti nel 2016 alla sanità, che avrà in ogni caso 1,2 miliardi in più di quest’anno. Scontro fra ministri In consiglio dei ministri, che pure dura poco per via dell’agenda di Renzi (atteso a Bruxelles) c’è dibattito come non si vedeva da tempo. Due gli argomenti: l’abolizione della tassa sulla prima casa e l’innalzamento del limite al contante. Angelino Alfano, favorevole a entrambi, battibecca con Andrea Orlando e Dario Franceschini. «Finalmente corono il mio sogno di cambiare le cose in senso un po’ più liberale», dice il primo. «Se è il tuo sogno non coincide con il mio», gli risponde il secondo. Franceschini, d’accordo con Orlando, «ammette la sconfitta» e prende atto del sostegno diRenzi alla linea di Alfano. Qualcuno sostiene già che la manovra somigli ad una di quelle preelettorali per via delle amministrative di primavera, ma è pur vero che in politica si va cercando consenso e contano semmai gli obiettivi: secondo Renzi questa manovra serve a generare «fiducia» e la difende dai dubbi europei per la decisione di abbattere la tassa sulla prima casa. Dall’anno prossimo, nell’Unione a 28 saremo noi e Malta. «Faremo tutto nel pieno rispetto dei vincoli» a differenza di altri che «teorizzano l’importanza delle regole ma non le rispettano». Il governo ha ottenuto flessibilità per 14,5 miliardi, ai quali si aggiungeranno, oltre alla già citata spending review, due miliardi di incassi dalla legge sul rientro dei capitali, un miliardo da nuove tasse sui giochi, 1,8 dal riutilizzo di capitoli di spesa rimasti inutilizzati, altri 1,3 miliardi da alcune entrate una tantum e incassi da privatizzazioni.