16.12.14 Il Sole 24 Ore – Contributo unificato: avvocati all’attacco sull’aumento del 10%

Avvocati all’offensiva per contestare più il mezzo che l’obiettivo. L’emendamento presentato dal Governo alla Legge di Stabilità prevede l’aumento lineare del 10% del contributo unificato per tutti gli scaglioni. Si troveranno in questo modo i 54 milioni all’anno che servono a titolo di credito d’imposta per incentivare l’utilizzo di negoziazioni e arbitrati.

Una soluzione che però non piace all’Oorganismo unificato dell’avvociatura (Oua). La presidente Mirella Casiello sottolinea che «il provvedimento del ministero prevede il credito di imposta, una forma di incentivazione fiscale per implementare la negoziazione e l’arbitrato, ma purtroppo sceglie come copertura economica la strada dell’aumento del contributo unificato. Un’opzione che danneggia i cittadini che vedono ancora una volta compresso un loro diritto: l’accesso alla giustizia». «Non solo – continua Casiello – non si comprende come il ministero stimi il numero dei futuri procedimenti di negoziazione e arbitrato, rispettivamente 500mila e 100mila, con una previsione di successo del 45%, sarebbero cioè 270mila le “cause” che usufruirebbero del credito di imposta.

Invece di puntare su fondi incerti, viste le previsioni dell’ufficio legislativo di via Arenula, e di mettere, ancora una volta, le mani nelle tasche dei cittadini, oltretutto in un periodo di grave crisi economica, sarebbe stato auspicabile prevedere stanziamenti adeguati, eliminando sprechi e utilizzando le risorse che produce il settore, quelle del Contributo unificato, del Fondo unico della giustizia, dell’imposta di registro».

E sul fronte della negoziazione assistita e, in particolare, del procedimento davanti all’ufficiale di stato civile per divorzi e separazioni, il ministero dell’Interno, con circolare n. 19 del Dipartimento per gli Affari interni, fornisce un pacchetto di indicazioni. Tra le principali, la richiesta di dichiarazione da ciascuno dei coniugi per attestare l’assenza di figli minori oppure maggiorenni non autosuffcienti sul piano economico o portatori di handicap.

Quanto all’esclusione di patti di trasferimento patrimoniale, questo vuole dire, osserva la circolare, che, per esempio, devono essere esclusi accordi che dispongano della casa coniugale o dell’assegno di mantenimento. L’assistenza legale è solo facoltativa e dell’attività eventualmente resa dal legale l’ufficiale di stato civile dovrà dare conto nell’atto da redigere. L’avvocato, inoltre, nella lettura che ne dà la circolare non può sostituire davanti all’ufficiale la parte assistita, visto che l’opera professionale del legale non è qualificata espressamente come rappresentanza.