17.10.18 Italia Oggi – Nuovo esame forense, ok alla proroga dal Cds

Il Consiglio di stato approva il rinvio dei nuovi esami forensi. Palazzo spada, infatti, ha risposto positivamente alla richiesta del capo uffi cio legislativo del Ministero della giustizia, che chiedeva un giudizio sulla proroga della nuova versione degli esami, avvenuta con l’approvazione del «decreto milleproroghe» (dl 91/2018). La nuova prova, il cui inizio è differito al 31 marzo 2020, prevede l’impossibilità di utilizzare i codici annotati con la giurisprudenza e l’obbligatorietà dei corsi di formazione per l’accesso alla professione. Nell’esprimere le sue motivazioni, Palazzo spada apre ad una riforma del sistema di accesso alla professione: «L’opzione legislativa per un ulteriore differimento biennale delle nuove modalità previste dall’avvocato è diretta anche a consentire al legislatore di riconsiderare nel suo complesso la disciplina dell’accesso alla professione forense». La scelta operata dal legislatore «appare da condividere per evitare di impegnare gli ordini forensi e gli stessi tirocinanti in attività che potrebbero ex post risultare non coerenti con la possibile futura disciplina dell’accesso alla professione di avvocato, la cui globale rivisitazione è peraltro auspicata dal Consiglio nazionale forense». «Esprimiamo soddisfazione per l’adozione da parte del ministro della giustizia del decreto sul differimento, al 31 marzo 2020, dell’obbligatorietà dei corsi di formazione per l’accesso alla professione, che ha ottenuto il via libera del Consiglio di stato», afferma Luigi Pansini, segretario generale dell’Associazione nazionale forense. «La scelta è coerente con il rinvio del debutto del nuovo esame di abilitazione alla professione forense, come previsto dal decreto milleproroghe, e incontra il nostro favore in quanto va nella direzione da noi insistentemente auspicata ovvero di considerare l’accesso alla professione nella sua visione unitaria. La novità più importante, però, riguarda la volontà del legislatore di procedere alla riforma dell’intero sistema di accesso alla professione, peraltro già annunciata dal ministro Bonafede nel corso della giornata inaugurale del Congresso nazionale forense, per la quale l’Associazione è pronta, dopo aver evidenziato per anni, anche con il ricorso alla magistratura amministrativa, le innumerevoli criticità della legge ordinamentale del 2012, a fornire il suo contributo ai lavori del tavolo tecnico convocato dal Guardasigilli», conclude Pansini.