17.11.127 Italia Oggi – Equo compenso, secondo il governo la p.a. deve solo vigilare

Problemi in vista per l’estensione dell’equo compenso nei confronti della pubblica amministrazione.
Il testo dell’emendamento, così come redatto, lascia aperte varie interpretazioni.
Ma è la relazione tecnica allegata al dl fiscale a sollevare le maggiori perplessità e ad ipotizzare il possibile manifestarsi di problematiche importanti per quanto riguarda l’applicazione della disposizione. La relazione afferma che: «la pubblica amministrazione, nel senso del ministero vigilante l’ordine o il collegio cui appartiene ciascun professionista, deve garantire, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese da questi ultimi in esecuzione degli incarichi agli stessi conferiti successivamente all’entrata in vigore della presente legge». Leggendo questo passaggio sembrerebbe che la pubblica amministrazione non sia obbligata a garantire un compenso equo nei confronti dei lavoratori autonomi, ma piuttosto che abbia il compito di vigilare sulla corresponsione dello stesso negli incarichi affidati ai liberi professionisti. Infatti, non viene citata la p.a. come committente degli incarichi, ma solo come organo di controllo. Inoltre, viene fatto riferimento esclusivo al ministero vigilante, piuttosto che ad altri rami della pubblica amministrazione; sembrano, quindi, esclusi una serie di organi e soggetti facenti parte dell’universo pubblico che sicuramente rappresenterebbero potenziali committenti per lavoratori autonomi. Se la relazione tecnica sembra sollevare problematiche applicative, già il testo dell’emendamento lasciava delle perplessità. Tra i primi a sollevarle l’associazione nazionale forense (Anf) che ha emanato un comunicato il 15 novembre, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento. Secondo l’Anf «occorre una vera proposta politica per le professioni perché il testo sull’equo compenso emendato dalla Commissione bilancio rimane troppo generico anche rispetto all’inclusione della p.a. e non vorremmo che si cadesse nell’errore dello slogan elettorale in finale di legislatura. Inoltre, il testo prevede la derogabilità delle disposizioni contenute». Secondo l’Oice (associazione delle società di ingegneria e architettura italiane) la norma comunque non trova applicazione negli incarichi dati in gara, in quanto «in questi casi il prezzo lo fa la concorrenza e il committente non ha alcun ruolo, se non nelle fasi successive. Occorrerà quindi incidere per fare si che si possa valutare adeguatamente un’offerta anomala con un ribasso eccessivo».

Michele Damiani