18.05.15 Italia Oggi – Giustizia civile in frenata

Efficienza e costi. Negli ultimi anni, quando si parla di giustizia civile, sono sempre più spesso questi i due termini «econometrici» che si usano per parlare di tribunali e controversie. Il presidente del consiglio ha chiamato, dal tribunale di Torino, il presidente Mario Barbuto, per «efficientare» il lavoro degli uffici, dandogli il compito innanzitutto di far chiudere l’arretrato del secolo scorso. Questa priorità, assommata agli effetti dell’aumento del contributo unificato e all’introduzione della media-concilizione obbligatoria in gran parte delle cause civili, sta iniziando a sortire gli effetti sperati, secondo quanto riconoscono dagli avvocati che Affari Legali ha sentito questa settimana. Anche se, come emerge dagli ultimissimi dati diffusi proprio dal ministero della giustizia, affermare che l’emergenza processo civile sia rientrata è ancora un po’ presto da dire. Secondo quanto emerge dallo studio «Misurare la performance dei tribunali», elaborato nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia, presieduto da Paola Severino (si veda ItaliaOggi del 12 maggio), il gap fra tribunale e tribunale nelle definizioni del contenzioso è ancora enorme; oltre quattro anni e mezzo separano il tribunale più veloce d’Italia a quello più lento: ad Aosta la giacenza media è infatti pari a 320 giorni, mentre a Lamezia Terme, che risulta l’ultimo tra i 139 tribunali italiani, di giorni ce ne vogliono oltre 2 mila. C’è ancora tanto da fare, insomma.