18.10.17 Italia Oggi – Anf: più tutela dal Jobs act autonomi

Il Jobs act sul lavoro autonomo introduce già una forma di garanzia del compenso per il professionista che, inoltre, lo tutela anche verso la pubblica amministrazione; meglio puntare sulla sua concreta applicazione piuttosto che sul ddl Orlando in tema di equo compenso per i legali. Questa l’opinione espressa ieri in una nota dal segretario generale dell’Associazione nazionale forense (Anf) Luigi Pansini. «La proposta di legge del ministro Orlando, spiace dirlo, non solo è destinata a disciplinare unicamente le prestazioni professionali in favore di banche, assicurazioni e grandi imprese, rese tradizionalmente da una platea marginale dell’avvocatura, ma le previsioni sono facilmente aggirabili dalla presunta libera contrattazione tra le parti», il commento del presidente dell’Anf. «Inoltre», aggiunge Pansini, «i fi rmatari delle numerose proposte di legge sembrano ignorare l’attuale vigenza del Jobs act del lavoro autonomo (legge 81/2017) che all’art. 3, comma 4 in materia di abuso di dipendenza economica, prevede forme di tutela in favore di tutti i professionisti, includendo anche i rapporti con le pubbliche amministrazioni, viceversa escluse dal ddl Orlando. In aggiunta, contiene rimedi inibitori e risarcitori a favore dei professionisti e ammette l’irrogabilità di sanzioni amministrative a carico del contraente forte. Sarebbe quindi meglio puntare su questa forma di tutela per il compenso del professionista». Intanto, procede a rilento l’iter in commissione del ddl Orlando. Lo scorso 3 ottobre sono stati presentati gli emendamenti (all’incirca 60) e dopo due sedute in commissione non è ancora iniziata la discussione sulle proposte di modifi ca. Secondo il relatore Giuseppe Berretta (Pd) la prossima settimana dovrebbe essere quella giusta per procedere alla votazione delle proposte emendative. Saranno incluse le società tra avvocati introdotte dal ddl concorrenza (inizialmente escluse) mentre per i rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione «è necessario un confronto con li governo per poter procedere a tale aggiunta».

Michele Damiani