20.10.15 Il Sole 24 Ore – Credito d’imposta per negoziazioni e arbitrati: domande dal 10 gennaio all’11 febbraio 2016

Scatterà dal 10 gennaio 2016 e si dovrà concludere un mese dopo, l’11 febbraio, l’operazione incentivi per negoziazioni e arbitrati. Da quella data, promette il decreto del ministero della Giustizia appena firmato dal ministro Andrea Orlando, sarà disponibile sul sito di via Arenula il modulo da compilare per ottenere il credito d’imposta fino a un massimo di 250 euro e nel limite di un budget annuale che, per il 2015, è stato fissato, almeno per ora, in5 milioni. L’obiettivo è quello di dare una spinta a quelle soluzioni alternative delle controversie che, insieme alla conciliazione, stanno configurando un vero e proprio circuito alternativo alla giurisdizione ordinaria. In ogni caso, l’agevolazione è appannaggio solo di quelle pro­ cedure che si sono concluse in maniera positiva. Perciò, alla domanda dovrà essere allegata una copia dell’accordo di negoziazione assistitae una prova della sua trasmissione al Consiglio dell’ordine degli avvocati oppure una copia del lodo arbitrale che ha concluso il procedimento. Nella documentazione dovranno trovare posto poi anche copie della fattura rilasciata dall’avvocatoo dall’arbitroe del bonifico o dell’assegno relativo al compenso. Nel caso di definizione positiva di una pluralità di procedure, sia negoziazioni sia arbitrati, le richieste dovranno essere pari alle controversie concluse. La trasmissione dovrà avvenire solo in via digitale attraverso il sito del ministero. A quest’ultimo poi, tramite il Dipartimento degli affari di giustizia, il compito di comunicare a ogni richiedente l’importo del credito effettivamente spettante che sarà corrisposto, sottolinea il decreto, secondo criteri di proporzionalità. Il credito dovrà, ovviamente, essere indicato in dichiarazione dei redditi, entro il limite comunicato dal ministero. I Consigli degli ordini forensi dovranno poi trasmettere al ministero della Giustizia, ogni 3 mesi, un elenco degli accordi di negoziazione loro comunicati, secondo una classificazione che sarà messa a punto dallo stesso ministero. Il credito è revocato quando è accertata l’inesistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi definiti dal decreto oppure se la documentazione presentata ha profili di incompletezza oppure di falsità. Il recupero di quanto è stato illegittimamente concesso avverrà poi con la maggiorazione di interessi e sanzioni. Per l’effettuazione dei controlli, sarà l’Agenzia delle Entrate a comunicare entro il marzo 2017 al ministero della Giustizia l’elenco completo di tutti i soggetti che hanno utilizzato il credito d’imposta attraverso le dichiarazioni dei redditi e i modelli F24 ricevuti nel 2016 con i relativi importi. Sempre le Entrate poi comunicheranno alla Giustizia l’eventuale indebita fruizione, totale o parziale, del credito accertata nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo.