21.01.16 Il Tempo – «Dubbio», scoppia il caso Sansonetti

Un «Dubbio» quasi amletico. Quello che sta suscitando tra gli avvocati italiani l’omonimo quotidiano di Piero Sansonetti che dovrebbe nascere a fine febbraio con il sostegno e i soldi degli avvocati iscritti all’Associazione nazionale forense. E che nasce all’insegna di una vera e propria faida tra il presidente del Consiglio nazionale forense e l’Associazione nazionale forense che è l’assemblea «parlamentare» che poi esprime la giunta di cui Andrea Mascherin è il presidente pro tempore. In soldoni, nella accorata lettera a lui scritta da Luigi Pansini, segretario generale di suddetta assemblea, si deplora l’iniziativa di sostenere economicamente a spese di tutti gli iscritti avvocati la nascita di questo nuovo quotidiano generalista che nasce dalle ceneri ancora calde del «Garantista», chiuso per mancanza di fondi qualche mese fa e con uno strascico legale di stipendi non pagati di cui alcuni redattori si erano lamentati platealmente persino su Facebook. La lettera al presidente della giunta del Cnf contiene rilievi istituzionali ed economici. I primi si riassumono nel fatto che «innanzitutto il Cnf è un soggetto istituzionale con sede presso il ministero della giustizia, e lascia un po’ sorpresi che l’istituzione possa avere un organo di stampa». Non detto, ma chiaramente sottinteso, c’è anche il fatto che il precedente quotidiano diretto da Sansonetti si era, spesso lodevolmente, caratterizzato per prese di posizione durissime contro i magistrati e quindi la cosa potrebbe creare problemi «diplomatici» tra l’avvocatura e il Ministero che ne ospita l’istituzione denominata Consiglio nazionale forense. Poi ci sono i problemi economici: «Le perplessità – si legge in un altro passo – sono anche di natura economica legate ai costi per la redazione del quotidiano e al mantenimento annuo della struttura, con l’aggravante circostanza che l’editoria, specie se generalista, è costantemente in perdita». Infine l’amletico «Dubbio»: «Non è dato comprendere al momento chi debbano essere i lettori del quotidiano e quale effettiva utilità porti all’Avvocatura la trattazione di argomenti di politica estera, di costume, società ed economia». Lapidaria e laconica la risposta del contestato presidente Mascherin in una lettera di cinque righe: «So che la necessità di investire in immagine e comunicazione è da sempre fortemente avvertita dall’Avvocatura e sono altresì certo che “se” la nuova iniziativa avrà i risultati sperati tutti ne saremo lieti nessuno escluso». Il problema, dicono nei loro blog i tanti associati dell’Associazione nazionale forense, sta in quel «se». I precedenti giornali diretti da Sansonetti non hanno sfondato. Poi c’è il problema con i magistrati e infine quello coi soldi.

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