23.06.17 Il Sole 24 Ore – Al traguardo la legge sull’elezione dei consigli forensi

Via libera alle nuove regole sulle elezioni forensi. La commissione Giustizia della Camera ha approvato ieri, in sede legislativa e all’unanimità, la proposta di legge 4439 già passata al Senato il 12 aprile scorso ­ che ora attende solo il vaglio della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore. Il nuovo testo, necessitato dopo che nel luglio dello scorso anno il Consiglio di Stato­ sentenza 3414/16­ aveva respinto il ricorso contro l’illegittimità di due articoli del Dm 170/14 della Giustizia, risolve il tema della rappresentanza di genere e di quella delle minoranze, correggendo gli “eccessi” del decreto bocciato. In particolare ogni elettore potrà esprimere un numero di voti «non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere» e, «in attuazione dell’articolo 51 della Costituzione», la legge tutela il genere meno rappresentato. Questo secondo aspetto è regolato da una tabella allegata alla legge che fissa, in proporzione al numero di consiglieri da eleggere ­ che varia secondo il numero degli iscritti ­ oltre al numero massimo di preferenze esprimibili, anche il numero massimo di preferenze « per singolo genere». Nell’ipotesi di un Consiglio di 15, l’elettore può scegliere 10 candidati ma solo 6 di un singolo genere. Questo meccanismo eviterà la sostituzione automatica di generi prevista ­ e poi bocciata dal Tar ­ nel vecchio regolamento. Per il resto la legge prevede candidature individuali, ammette la propaganda «svolta anche attraverso l’aggregazione di più candidati», ed esclude dal diritto di voto «gli avvocati per qualunque ragione sospesi dall’esercizio della professione» e quelli che «abbiano riportato, nei cinque anni precedenti, una sanzione disciplinare esecutiva più grave dell’avvertimento». Possibile anche il voto telematico ma con una serie di procedure di sicurezza stabilite dalla stessa legge. I Consigli che non erano stati rinnovati secondo le disposizioni del Dm (in parte) decaduto dovranno provvedere entro 45 giorni, esattamente come quei consessi rinnovati ma di­chiarati decaduti dalla magistratura per le questioni all’origine dei contenziosi Tar/Consiglio di Stato Secondo la relatrice del provvedimento, Anna Rossomando, «abbiamo recepito le criticità sollevate dalla sentenze della giustizia amministrativa sull’equilibrio di genere, forzato dalla precedente regolamentazione, e sulla tutela delle minoranze», ma è soprattutto importante, ha aggiunto la deputata, «aver codificato queste modifiche in un testo di legge, elevando il rango della norma e sottraendola così a potenziali, nuove controversie giudiziarie». Positive anche le prime reazioni della categoria. Secondo Luigi Pansini, segretario generale dell’Associazione nazionale forense «finalmente all’avvocatura italiana viene restituito lo strumento per poter eleggere i propri rappresentanti, nel rispetto di quanto affermato dai giudici amministrativi e dalla Corte di cassazione e nel segno della rappresentatività democratica».

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