23.06.17 Italia Oggi – Pansini: rappresentatività garantita

«Finalmente all’avvocatura italiana viene restituito lo strumento per poter eleggere i propri rappresentanti, nel rispetto di quanto affermato dai giudici amministrativi e dalla Corte di cassazione e nel segno della rappresentatività democratica. Rivendichiamo con orgoglio che questa legge è targata Associazione nazionale forense». La notizia dell’approvazione lampo, da parte della commissione giustizia della camera in sede legislativa, del disegno di legge sulle elezioni degli avvocati (cosiddetto ddl Falanga, si veda altro articolo in pagina) è stata accolta con entusiasmo dalla platea dell’Anf che ieri ha aperto a Bari la conferenza nazionale in occasione del ventennale dell’associazione.A parlare è il segretario generale, Luigi Pansini, che ha ricordato il ruolo svolto dall’Anf nella battaglia legale, «svolta in nome e per conto di tutta l’avvocatura italiana», contro il regolamento del ministero della giustizia del 2014. Ora, grazie al ddl Falanga, le elezioni dei componenti degli ordini circondariali forensi saranno disciplinate da una legge e non da un regolamento e questo secondo Pansini costituisce un «passo avanti significativo» perché d’ora in avanti «gli ordini circondariali avranno una composizione pluralista e nel rispetto di entrambi i generi». I legali giunti a Bari dalle 52 sedi territoriali aderenti all’Anf si sono confrontati sui temi che più stanno a cuore all’avvocatura: giurisdizione, trasformazione del ruolo dell’avvocato e delle professioni intellettuali, legge professionale, contrazione dei redditi, welfare, processo civile telematico che, come è stato osservato, registra un momento di stallo. «La realtà professionale degli avvocati è esplosa nelle sue frammentazioni per reddito, aree geografiche, competenze, settori di mercato e capacità organizzative», ha osservato Pansini, «dobbiamo capire a chi dobbiamo rivolgerci e con quali proposte». Secondo l’Associazione bisogna fare di più sul sostegno al reddito e su alcune riforme per le quali si chiede alla politica maggiore coraggio (il riferimento è alla possibilità per i legali di autenticare le scritture private di trasferimento degli immobili, una chance prima prevista dal ddl concorrenza e poi espunta). Ma ancora più importante, prosegue Pansini, «è la difesa della centralità della giurisdizione e del processo, contesto nel quale è disegnata la specificità della figura dell’avvocato». Sull’equo compenso, il giudizio dell’Anf sul disegno di legge messo a punto dal ministro della giustizia, Andrea Orlando, di fatto in stand by da gennaio, resta sospeso. Il guardasigilli, nel saluto inviato alla Conferenza di Bari, ha annunciato di voler «proseguire con determinazione» sulla strada del ddl che (si veda ItaliaOggi del 25 gennaio 2017) punta a bloccare le clausole vessatorie inserite nei contratti tra i legali e i cosiddetti «clienti forti» (banche e assicurazioni). Secondo Pansini, tuttavia, «la politica del reddito non può essere limitata al rapporto con i clienti forti, ma va estesa al rapporto tra tutti gli avvocati e tutti i clienti e deve tenere conto di una società sempre più impoverita e di un mondo delle imprese che ci considera fornitori, peraltro non essenziali e fungibili».

da Bari, Francesco Cerisano

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