23.10.14 Corriere della Sera – Giustizia civile, fiducia sul decreto. C’è anche il divorzio «fai da te»

 Divorzio «fast» per le coppie senza figli, ma percorso facilitato anche per quelle che hanno figli minori o portatori di handicap, ma con l’assenso del procuratore della Repubblica. Sono queste le principali novità del maxiemendamento del governo sul processo civile, sul quale il governo ha posto la fiducia, causando nuove tensioni dopo quelle registrate sulla responsabilità civile dei magistrati. Stavolta in trincea c’è Forza Italia: «Il governo non ha alcun rispetto per il Senato», accusa Francesco Nitto Palma. Mentre l’Anm, che nei giorni scorsi ha criticato il testo, non commenta: «È una scelta politica». 

Le coppie senza figli che intendono separarsi o divorziare trovano un accordo davanti all’avvocato e poi l’atto viene trasmesso all’ufficiale di stato civile, ma non senza un passaggio dal procuratore della Repubblica che, se non ravvisa irregolarità, concede il nulla osta. In presenza di figli minori, disabili o non autosufficienti economicamente, il provvedimento deve invece essere trasmesso entro dieci giorni al procuratore della Repubblica che lo autorizza se risponde all’interesse dei figli. In caso contrario lo stesso procuratore dovrà trasmettere l’atto entro 5 giorni al presidente del Tribunale, che a sua volta entro 30 giorni fisserà la comparizione delle parti. «Non c’è nessuna scelta di alterare il percorso con cui si arriva al divorzio», ha spiegato il ministro, ma di alleviare il peso della giurisdizione da atti amministrativi.

 

Nel provvedimento, vengono ripristinati i giudici di pace di Ostia e di Barra. Resta il taglio delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni e la definizione del periodo feriale per i tribunali, dal 1 al 31 agosto. «È il primo passo nella riforma della giustizia. Dopo 20 anni in cui si discute quasi sempre di penale viene affrontata partendo dal civile», ha rivendicato il ministro Orlando. Precisando che questa norma serve solo «a bonificare il campo» per la legge delega «che sarà incardinata al più presto».

 

Resta, nel testo, anche la negoziazione assistita. Prevede che le parti possano risolvere la controversia, esclusi i diritti indisponibili, di fronte ad avvocati. Il tentativo è obbligatorio, prima di andare dal giudice per il risarcimento danni da circolazione stradale e le domande di pagamento di somme entro i 50mila euro. Con tempi che non possono essere inferiori ad un mese e superiori a 4, prorogabili per non più di due mesi.

 

Per i procedimenti in Tribunale e in Corte d’Appello, tranne quelli sui diritti indisponibili, (lavoro, previdenza e assistenza sociale) è previsto anche l’arbitrato. Il giudice trasmette il fascicolo al presidente del Consiglio dell’Ordine forense circondariale per la nomina di uno o più arbitri individuati tra gli avvocati che seguiranno il procedimento. Il lodo ha valore di sentenza.

 

A chi la definisce una «privatizzazione» della Giustizia il ministro ha replicato: «La vera privatizzazione è quella che si viene a determinare nel momento in cui una causa dura 11, 12, 13 anni e inevitabilmente, soccombe la parte più debole».