24.04.15 Corriere della Sera – «Famiglia a pezzi», «No, aiuta» Cattolici divisi sul divorzio breve

Il divorzio breve è una ferita al matrimonio o, al contrario, un aiuto alle famiglie ormai irrimediabilmente in crisi? Che le idee (soprattutto in campo cattolico) siano contrapposte lo dimostra il pensiero spiazzante di monsignor Domenico Sigalini, arcivescovo di Palestrina. «Un matrimonio che finisce è sempre un fallimento, ma il divorzio breve può diventare una forma di giustizia. Se il fallimento è chiaro e irrevocabile, è ingiusto perdersi in lunghe battaglie giudiziarie che finiscono solo per aggiungere esasperazione ad una situazione già di per sé esasperata».

Opinione personale e coraggiosa, perché i colleghi della Cei la pensano in tutt’altro modo. «Se nello stesso anno si potrà essere sposati a due persone differenti, allora il matrimonio viene privato di significato» ha sentenziato don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio pastorale della famiglia. Ancora più esplicito Avvenire , il quotidiano dei vescovi: «È un incivile traguardo».

 

Costanza Marzotto, docente di psicologia, mette in campo l’esperienza di 15 anni come mediatrice familiare per il Servizio di psicologia clinica della coppia e famiglia dell’Università cattolica di Milano: «Quasi sempre la decisione di separarsi ha tempi lunghi. Per il cosiddetto iniziatore, prevalentemente una donna, che decide di rompere il legame è un momento drammatico, e lo fa in genere con molta serietà. Credo che abbia poco senso parlare di rapporti usa e getta e di consumismo degli affetti. Sono decisioni sofferte e a quel punto un ripensamento e una riconciliazione sono molto rare». Dunque, sei mesi o un anno possono essere un vantaggio. «Il nodo, dal mio punto di vista – prosegue – è un altro: che questo tempo venga utilizzato, con l’aiuto di figure come i mediatori, per portare in salvo la fiducia nei legami, contenere la dimensione distruttiva del conflitto, soprattutto a tutela dei figli». La professoressa Marzotto coordina anche gruppi di ascolto con minori di coppie separate: «Alla fine scrivono una lettera ai genitori. Ed è di questo tipo: anche se non vi volete più bene voi, vogliate bene a noi».

 

Proprio le conseguenze sui figli spingono invece Paolo Moneta, docente di Diritto canonico e avvocato rotale, a esprimere dubbi sul divorzio breve: «Tempi più lunghi consentono di giungere più preparati, aiutano a metabolizzare meglio la situazione». Per Moneta la riforma introduce «una procedura affrettata che sminuisce l’importanza del matrimonio, un ulteriore colpo a un istituto già in difficoltà». Mentre Roberto Dante Cogliandro, presidente dell’Associazione notai cattolici, lamenta «una semplificazione eccessiva che creerà problemi quando verrà a mancare il filtro dei giudici».

 

Cattolici pro e contro, come in Parlamento (anche se la legge è passata a stragrande maggioranza). La sottosegretaria pd Sesa Amici, prima firmataria della proposta, spiega che è stata «una scelta a favore della famiglia». E il Guardasigilli Andrea Orlando ha voluto rassicurare i critici: «La velocizzazione del percorso verso il divorzio non va intesa come una svalutazione del matrimonio».

 

Maria Dossetti, già docente di diritto di Famiglia all’Università Milano-Bicocca, ha più di una perplessità. E non dal punto di vista cattolico, ma giuridico. «Il problema è che per velocizzazione i tempi e ridurre i costi sono stati modificati radicalmente i principi della disciplina senza una vera discussione. Anche se si parla di separazione consensuale, in realtà la palla sta in mano al più forte, a chi ha più soldi. E questa è una contraddizione fortissima rispetto al principio di indisponibilità dello status familiare. Finirà per creare dubbi di interpretazione ad avvocati e magistrati, vanificando la presunta semplificazione».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le cifre Per macro-aree In valori assoluti – anno 2012 Fonte: Istat – ultimi dati disponibili d’Arco *per 1.000 matrimoni 1997 ’98 ’99 2000 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 ’10 ’11 ’12 320 280 240 200 160 120 80 40 Separazioni totali* Divorzi totali* 99,9 100,9 104,2 114,9 123,8 130,6 138,6 143,8 151,2 160,6 165,4 178,8 180,8 181,7 181,9 173,5 185,6 195 203,8 242,6 256,5 250,4 272,6 272,1 268,1 273,7 286,2 296,9 307,1 310,7 310,6 228 Separazioni Nord Ovest Nord Est Centro Sud Isole Divorzi 24.864 17.589 15.448 10.775 18.945 10.685 19.702 7.525 9.329 4.745

I modelli