25.05.18 Italia Oggi – Contratto sibillino, ANF critica sul patto di governo

«L’idea di una giustizia rapida ed efficiente presente nel contratto sottoscritto dalle forze politiche che sembrano destinate a governare il paese nei prossimi cinque anni appare, allo stato, poco comprensibile». È uno dei passaggi della relazione di apertura del settimo congresso nazionale dell’Anf, l’associazione nazionale forense del segretario Luigi Pansini che ha aperto i lavori ieri a Palermo al Teatro Santa Cecilia. «Dico poco comprensibile», ha spiegato, «perché faccio fatica a capire se, dopo anni di spinte riformiste, o presunte tali, improntate al principio “il giudice quale ultima istanza” e accompagnate da una giurisprudenza che, sentenza dopo sentenza, ha messo in discussione gli istituti cardine del processo quali noi li conosciamo (nel civile, ad esempio, con la discrezionalità nel differimento di udienza con la chiamata del terzo; la limitazione dell’istituto della sospensione; il venir meno della distinzione tra garanzia propria e garanzia impropria), dobbiamo prepararci o meno a un periodo di riforme «uguali o contrarie» a quelle sino ad oggi realizzate a colpi di decretazione di urgenza ovvero di provvedimenti mirati diretti ad aggiustare, implementare e correggere quanto sino ad oggi realizzato dall’ultimo legislatore». Ma la professione oggi si trova in un momento spartiacque dalla approvazione della legge professionale 247 del 2012 e l’obiettivo è «quello di immaginare aree di intervento e profili inesplorati senza attendere il miracolo dell’ampliamento delle competenze per legge o per attribuzione in via sussidiaria di compiti ai quali lo stato non può più assolvere e senza rinunciare alla difesa della giurisdizione e al ruolo di interlocutore necessario dell’Avvocato nella dialettica giurisdizionale», spiega Pansini nella sua relazione, «la professione è in continua evoluzione e l’obiettivo è solo uno: vincere la pericolosa patologia del pessimista, del lamentoso e di chi preferisce spaventare, esagerare, annunciare apocalissi, per evitare di correre un rischio solo potenziale».
Antonio Giordano