26.06.15 Il Messaggero – Troppi ricorsi, la Cassazione va in crisi

Un contenzioso dalle «dimensioni impressionanti» e una grave crisi di identità e funzionalità. Il presidente della Corte di cassazione Giorgio Santacroce parla all’Assemblea generale alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il suo è un j’accuse ma anche una forte presa di coscienza. «Viviamo – dice – una grave crisi di funzionalità. E di fronte all’acuirsi di questa crisi è la stessa istituzione che rischia di essere affossata». Sono necessarie le riforme, proprio perché – sottolinea ancora il presidente – è necessario riportare la Cassazione alla sua funzione istituzionale di organo di legittimità». La vera questione sembra anche quella dell’enorme carico di contenziosi, che ha assunto dimensioni impressionanti. «Diventa pressante – aggiunge Santacroce – l’esigenza di risolvere ogni ambiguità sulla natura e i poteri della Corte, sottoponendo all’attenzione del Governo e del Parlamento la necessità di introdurre misure normative in grado di fissare una volta per tutte l’incidenza del ruolo di garanzia, oltre che l’ambito e le finalità di controllo nei confronti delle decisioni di merito». Interventi, dunque, sempre più necessari. E su questo punto è intervenuto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. «Abbiamo già avviato due riforme una per il settore penale l’altra per il civile – ha dichiarato – che, accogliendo anche indicazioni provenienti dalla suprema magistratura, spero avranno l’effetto di alleggerire la Corte dall’attuale insostenibile carico di ricorsi». In un documento finale, poi, l’Assemblea ha sollecitato l’abolizione «del ricorso in Cassazione contro i provvedimenti di archiviazione, con riferimento al settore penale» e l’esclusione della «possibilità di proposizione personale del ricorso per Cassazione da parte dell’imputato». Necessario, si legge nella nota, sottoporre a revisione quanto disposto dall’articolo 111 della Costituzione, «introducendo la garanzia costituzionale del doppio grado di giurisdizione e limitando la ricorribilità per Cassazione delle sentenze ai casi nei quali è ravvisabile la necessità di formulare principi giuridici di valenza generale, lasciando inalterata la previsione del ricorso per Cassazione, per violazioni di legge contro i provvedimenti sulla libertà personale». IL PERSONALE Altra nota dolente, quella della carenza di personale. Il Guardasigilli ha annunciato che sono in arrivo «tremila e 200 nuovi addetti, «e ciò consentirà di tamponare le falle più gravi, assegnando nuove e urgenti risorse innanzitutto al cuore del sistema rappresentato dalla Cassazione». Mentre Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, ha chiarito: «A oggi residuano 58 posti vacanti in totale, di cui 33 già messi a concorso saranno assegnati entro la fine di luglio. Il Csm ha già provveduto a coprire 7 posti di sostituto procuratore generale, 31 posti di consigliere di Cassazione, 10 per l’ufficio del massimario, ed è stata bandita l’assegnazione di 7 posti di consigliere “per meriti insigni”». Dal fronte dell’avvocatura è stata garantita «piena disponibilità a una collaborazione fattiva». «Come avvocati riteniamo – ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin – che un giudice che opera senza affanno sia la migliore garanzia per i cittadini e per la stessa avvocatura».