27.07.13 La Nuova Sardegna – Corte d’appello, il comitato rilancia la mobilitazione

Riparte la mobilitazione per la corte d’appello. Una vertenza che negli anni ha raccolto un consenso bipartisan in tutti gli ambienti politici, forensi e istituzionali. A rilanciare la questione è stato il sindaco Gianfranco Ganau con una convocazione che è anche una dichiarazione d’intenti. Nella sua veste di presidente del “Comitato per la corte d’appello autonoma di Sassari”, infatti, il primo cittadino ha promosso un incontro con tutti i soggetti che nel luglio di tre anni fa aderirono alla costituzione dell’organo nato su iniziativa dello stesso Ganau, in collaborazione con l’allora parlamentare del Pd Guido Melis, per ottenere la trasformazione in sezione autonoma della sede distaccata cittadina della corte d’appello di Cagliari. All’incontro, in programma domani alle ore 11 a Palazzo Ducale, sono stati invitati la presidente della Provincia Alessandra Giudici, il presidente dell’Ordine forense di Sassari e i rappresentanti dell’associazione nazionale forense, sezione di Sassari. Ci saranno anche i parlamentari del territorio e quelli che negli anni hanno presentato sull’argomento disegni di legge: Pasqualino Federici, Francesco Carboni, Elias Vacca e Antonio Satta, oltre all’ex ministro dell’Interno e presidente della Commissione antimafia, Beppe Pisanu. «L’incontro – si legge in una nota del Comune – sarà l’occasione per confrontarsi in merito all’apertura del nuovo carcere di Bancali e alla sezione di alta sicurezza per detenuti in regime di 41 bis, e al rilancio della richiesta della corte d’appello autonoma di Sassari e del Dipartimento investigativo antimafia». A rilanciare la proposta sono stati i magistrati sassaresi convinti, soprattutto dopo l’apertura del nuovo carcere, che «solo attraverso indagini preventive si riuscirà a bloccare organizzazioni come Cosa Nostra». Decisamente contrari alla autonomia della sezione distaccata sassarese sono i vertici della magistratura cagliaritana. Un nuovo distretto, secondo loro, rappresenterebbe un costo eccessivo per le casse pubbliche. Inoltre, frammentare la territorialità delle indagini sui reati di competenza dell’antimafia avrebbe il solo effetto di indebolirne l’efficacia. A Sassari questa visione del problema non è condivisa e si ha, anzi, la certezza che questa possa essere la volta buona per centrare l’obiettivo dell’autonomia di un ufficio giudiziario considerato fondamentale per il centro e nord Sardegna.