27.09.16 Corriere del Mezzogiorno – Tribunale, rinforzi negli uffici. In cancelleria anche i barellieri

corr_mezzo_logoLa giustizia italiana non gode di ottima salute e il governo pensa bene di inviare rinforzi attingendo a piene mani dalla Croce Rossa. Detta così sembra quasi uno scherzo, ma è invece la paradossale realtà che riguarda anche Bari.

Il fatto è che per infoltire le piante organiche, decisamente sguarnite in piccoli e grandi tribunali, il ministero della Giustizia, d’intesa con quello della Funzione pubblica, ha deciso di smistare in uffici e cancellerie i lavoratori in esubero della Cri e di enti pubblici in via di smantellamento come le province. Risultato: decine tra medici e capisala, ma anche barellieri e portantini, si sono ritrovati a cimentarsi con ricorsi e decreti, faldoni stracolmi di carte e montagne di fascicoli. E così è stato anche a Bari. Dove, almeno per il momento, sono approdati undici rinforzi, subito smistati nei diversi uffici del palazzo di giustizia. Ed è solo l’inizio. Perché il primo capitolo del piano congegnato dal governo prevede la mobilità obbligatoria di 359 unità, ma in realtà si tratta di assorbire circa mille persone in tutta Italia.

La decisione non poteva certo passare inosservata. Tanto più che al disagio di quanti si sono improvvisamente ritrovati a districarsi tra numeri di ruolo e codici, si unisce il malessere dei dipendenti entrati a far parte del personale di giustizia dopo un concorso che prevede titoli, qualifiche e mansioni. Una situazione tutt’altro che serena, seguita con grande attenzione dall’Unione sindacale di base. «Da una parte – spiega la responsabile nazionale Usb giustizia, Pina Todisco – si mandano allo sbaraglio persone che finiscono in realtà a loro sconosciute, dall’altro vengono mortificate professionalità interne che da anni attendono un riconoscimento nella speranza di un avanzamento di carriera che invece non arriva mai». L’Usb ha anche scritto una lettera al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ribadendo come l’apporto del personale di giustizia sia «indispensabile alla giurisdizione» e non risparmiando dure critiche al piano del governo definito «irragionevole» e un «guazzabuglio frutto di politiche scellerate». «Sia chiaro: non è certo colpa dei nuovi arrivati – precisa Todisco – ma per i vecchi impiegati, oltre al danno del mancato riconoscimento, c’è anche la beffa di dover in qualche modo formare e sostenere i nuovi».

La svolta voluta da Roma ha avuto i suoi effetti anche a Bari. «È una fase delicata, dobbiamo mantenere un senso di unità tra lavoratori ma chiediamo si intervenga al più presto per risolvere i problemi», dice il delegato regionale Usb giustizia, Saverio Cutrone. Il clima è tutt’altro che sereno, proprio ieri l’Unione sindacale di base ha dichiarato lo stato di agitazione. «Se non verranno adottate nuove misure si andrà allo sciopero», dice Todisco. Come se non bastasse, la soluzione escogitata da Roma ha sollevato perplessità anche tra quanti a Bari frequentano abitualmente uffici e cancellerie per ragioni di lavoro. A cominciare dagli avvocati. «Siamo sconcertati, dichiara il segretario dell’Associazione nazionale forense, Luigi Pansini. «Accogliamo con favore – aggiunge – l’immissione nelle funzioni di nuovo personale, ma è assolutamente necessario che ci sia una formazione adeguata: altrimenti è tutto inutile».

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