28.09.15 Il Messaggero – Giudici Costituzionali, trattative in alto mare

Trattative in alto mare, nuova fumata nera all’orizzonte e cause di primo piano da affrontare, dalla legge Severino alle ferie dei magistrati. È lo scenario che attende la Corte Costituzionale, a ranghi ridotti e con un ottobre «caldo» alle porte. Giovedì primo ottobre le Camere tornano a riunirsi in seduta comune per l’elezione di tre giudici che da mesi mancano all’appello e si profila un nulla di fatto. Per sostituire uno di loro, Luigi Mazzella, uscito a giugno 2014, si è ormai al 26mo scrutinio. Con l’elezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato, la Corte ha perso un altro giudice: per quattro volte Camera e Senato si sono riuniti senza successo, giovedì sarà la quinta. Terzo scrutinio invece per la sedia lasciata vuota a luglio da Paolo Maria Napolitano. Per eleggere chi prenderà il suo posto servono, ancora questa volta, i due terzi dell’ assemblea. Per gli altri due posti vacanti, invece, si è già andati oltre il terzo scrutinio e bastano i tre quinti. Anche per questo giovedì sarà quasi certamente fumata nera: per cominciare a ragionare sui nomi si aspetta la prossima convocazione, quando per tutti e tre i giudici da eleggere il quorum sarà di tre quinti.  Il tema, però, è soprattutto politico. Mazzella e Napolitano, tra l’altro, furono indicati dal centrodestra, che ora deve esprimere nuovi candidati. Sarà interessante vedere se M5s esprimerà un proprio candidato: tra i nomi Felice Besostri, avvocato che ha impugnato il Porcellum. Per il centro sinistra c’è chi ciclicamente fa il nome del giurista Augusto Barbera. In realtà le trattative per ricostituire il plenum di 15 giudici non sono partite. La Corte può lavorare finché è a quota 11 giudici, ma gli equilibri interni incidono sulle decisioni. Già a ottobre sono in agenda cause di primo piano. Il 6 è di nuovo di scena la legge 40 sulla fecondazione: in udienza sarà discusso il divieto assoluto di selezione eugenetica degli embrioni, anche quando si tratti di selezionare i soli embrioni non affetti da patologia genetica. Il 7 va in camera di consiglio il taglio delle ferie dei magistrati e una possibile bocciatura non farà piacere alle toghe. Il 20 tocca alla legge Severino con la causa che investe il sindaco di Napoli, De Magistris, sulla sospensione degli amministratori locali condannati. Sull’esito pesa la Cassazione che ha stabilito la competenza del giudice ordinario, non delTar, nell’applicazione delle Severino. A sottoporre la questione su De Magistris alla Consulta è stato proprio il Tar.