31.07.15 Italia Oggi – Contributi a Cassa forense senza nessuna distinzione

Trasferire il prima possibile a Cassa forense i contributi versati alla gestione separata Inps prima del 2013 per tutelare circa il 20% degli avvocati iscritti all’albo. Al 31 dicembre 2013 erano, infatti, 53.111 i legali che non risultavo iscritti all’ente previdenziale di categoria. L’Sos arriva direttamente dall’Associazione italiana giovani avvocati che, tramite una nota diffusa ieri, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa messa in campo da Casa forense che, la settimana scorsa, si è rivolta direttamente al ministro del lavoro Giuliano Poletti per chiedere una soluzione a un problema che richiede una soluzione immediata (si veda ItaliaOggi del 21 luglio 2015). «Decine di migliaia di avvocati hanno versato parte dei contributi all’Inps e parte a Cassa forense e ad oggi, questi contributi, non possono essere riuniti tutti in un’unica posizione. I dati parlano chiaro», ha sottolineato l’Aiga, «al 31 dicembre 2013, quando è entrata in vigore la nuova legge professionale che ha sancito l’obbligo di iscrizione all’istituto di categoria per tutti gli avvocati, erano 53.111 i legali che non risultavano iscritti a Cassa forense e dunque versavano i contributi alla gestione separata Inps. Ora queste somme versate prima del 2013 devono trovare la strada della casa comune costituita dalla cassa di categoria. Lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, di recente ha chiesto in parlamento che si trovi una soluzione». In ballo, inoltre, anche il rispetto dei principi costituzionali. «L’iscrizione obbligatoria alla Cassa, con i relativi versamenti minimi, non fa che concretizzare gli obblighi previdenziali previsti dal nostro codice deontologico forense che in questo si richiama ai principi della Costituzione», hanno precisato gli avvocati Fabrizio di Zozza e Michele Lerro, componenti della giunta nazionale di Aiga, «l’obbligo previdenziale è costituzionalmente sancito e nessuno, compresi i professionisti, può sottrarsi a questo onere, anche per una questione di solidarietà ed eguaglianza sociale. Invitiamo, quindi, i colleghi che in questi giorni stanno ricevendo gli avvisi di accertamento da parte dell’Inps a non sottrarsi all’obbligo di versamento di contributi arretrati, qualora questi vengano richiesti dall’ente. In tali situazioni può essere utile richiedere anche l’intervento di Cassa forense per trovare soluzioni improntate all’equità».