24.06.17 Italia Oggi- Ai professionisti credito al 2%

Liberi professionisti parificati alle pmi nell’accesso al credito a condizioni di favore presso il sistema bancario. Con un obiettivo: strappare, grazie alle casse di previdenza che farebbero da garanti, tassi che potrebbero ridursi a meno del 2%. Il progetto, che parte da Cassa forense e sarà sviluppato con l’Adepp, è stato annunciato ieri dal presidente della Cassa, Nunzio Luciano, alla seconda giornata della Conferenza Anf a Bari. Cerisano a pag. 38 Liberi professionisti parificati alle piccole e medie imprese nell’accesso al credito a condizioni di favore presso il sistema bancario. Con un obiettivo preciso: evitare che il finanziamento, chiesto dal singolo professionista quando va a bussare in banca per un prestito, venga trattato al pari del credito al consumo, con applicazione di tassi tra il 6 e il 7%. Tassi che potrebbero ridursi a meno del 2% se venissero applicate le stesse condizioni previste per le imprese. Il progetto parte da Cassa forense e sarà sviluppato assieme all’Adepp, l’Associazione degli enti previdenziali privati, in modo da coinvolgere tutte le professioni intellettuali. Ad annunciarlo è stato il presidente di Cassa Forense, Nunzio Luciano, intervenuto ieri a Bari alla seconda giornata della Conferenza per i 20 anni dell’Associazione nazionale forense. «Vogliamo che tutto il mondo delle libere professioni, in grande difficoltà a causa della crisi economica, possa riuscire a risolvere uno dei maggiori problemi che l’affliggono: l’accesso al credito bancario a condizioni capestro», ha dichiarato Luciano. Il progetto è ancora in fase di studio ma potrebbe vedere la luce nei prossimi due-tre mesi. «Sono in corso i colloqui con i principali istituti di credito nazionali con i quali stiamo discutendo non solo di tassi agevolati, ma anche di piani di ammortamento ad hoc». L’idea è semplice e punta ad estendere anche al settore del credito l’equiparazione dei professionisti alle pmi, già riconosciuta per l’accesso ai fondi Ue, in modo da frenare il credit crunch che colpisce il settore. In pratica sarebbero le casse di previdenza a farsi da garanti della solvibilità dei propri professionisti presso il sistema bancario. Secondo Luciano l’iniziativa potrebbe generare un flusso di credito per i professionisti pari a 300 milioni di euro. Apprezzamento per il progetto di Cassa forense è arrivato dal segretario generale dell’Anf, Luigi Pansini. «È un’agevolazione positiva per i legali», ha osservato, «anche se non possiamo non rimarcare una evidente contraddizione nell’approccio dell’avvocatura a questo tema: siamo impresa quando vogliamo i fondi Ue e non lo siamo quando si tratta di ammettere le società di capitali tra avvocati». Il riferimento è anche alla recente ordinanza della Cassazione (n.15278 del 20 giugno 2017) su un provvedimento del Cnf nella quale gli Ermellini si sono riservati di decidere sull’ammissibilità delle società. «A furia di nascondere la testa sotto la sabbia lasciamo che siano gli altri a decidere delle sorti della nostra professione», lamenta Pansini. «La specificità dell’avvocatura è la difesa nel processo, ma il fatto che io difenda nel processo non significa che non abbia bisogno di strumenti organizzativi (società interprofessionali, contratti di rete) che mi consentono di esercitare al meglio la professione». Ddl concorrenza. La notizia dell’ennesimo slittamento del ddl concorrenza, costretto a un quarto passaggio parlamentare a causa delle modifi che introdotte alla camera, non poteva non suscitare reazioni nella platea dell’Anf. Secondo Pansini questo rimpallo «soddisfa la parte più conservatrice dell’avvocatura, quella che vuole lo stralcio delle norme sulle società tra avvocati, con i paletti che ne tutelano la specifi cità. È importante che il ddl diventi legge prima dell’estate perché si tratta di un primo passo verso nuove forme possibili di aggregazione che non pregiudicano la specifi cità della professione». Avvocatura monocommittente. I lavori pomeridiani della Conferenza dell’Anf si sono concentrati anche sulla legge professionale (n.247/2012). Chiara Gribaudo, deputato Pd e componente della commissione lavoro della camera, è intervenuta sul tema sull’avvocatura monocommittente che potrebbe presto essere oggetto di una proposta di legge in parlamento. «Il fatto che il tema stia per essere posto all’attenzione della politica non può che farci piacere, anche se noi dell’Anf ce ne occupiamo dal 2010», ha osservato Pansini. «Siamo pronti a lavorare insieme al parlamento, ma non possiamo dimenticare come dal 2010 molte cose siano cambiate: c’e una nuova legge professionale, ci sono regole previdenziali di cui tenere conto. Gli avvocati monocommittenti devono rimanere avvocati, devono conservare le proprie specifi cità e devono restare all’interno del sistema previdenziale forense», ha concluso.

 

Francesco Cerisano