Accesso alle professioni dagli architetti ai commercialisti, Bruxelles vuole facilitare le modalità di ingresso

professioniI sistemi di accesso alle professioni regolamentate sono finiti sotto la lente della Commissione europea. Bruxelles ha adottato una comunicazione per avviare un processo di valutazione delle norme nazionali, Italia compresa ovviamente, che consentono l’accesso e regolano il funzionamento delle professioni chiuse, alle quali è possibile approdare solo dopo aver conseguito una qualifica specifica.

Il responsabile del mercato interno Michel Barnier rassicura in merito all’intenzione della Commissione che non è quella di deregolamentare le professioni né di sanzionare gli Stati, ma piuttosto di capire quali sono le ragioni “non chiare” delle notevoli e diffuse differenza tra un sistema e l’altro. Barrier ha chiarito che alcune restrizioni, come il possesso del titolo, sono pienamente giustificate dalla necessità di tutelare i consumatori, ma ha anche messo in evidenza i rischi rappresentati da un numero eccessivo di ostacoli. È necessario, secondo Bruxelles, facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo delle professioni attraverso una semplificazione che garantisca anche la libertà di movimento dei professionisti all’interno dell’Unione europea.

Partendo dalla semplice considerazione che i soli servizi professionali rappresentano il 9% del Pil dell’Unione europea, la Commissione ha sottolineato l’effetto positivo sull’occupazione e sulla crescita economica che potrebbe avere la scelta di rendere meno tortuosa, attraverso normative più adeguate e trasparenti, la strada verso l’ingresso nel mercato dei professionisti. La verifica, per avere un quadro chiaro della situazione sarà fatta coinvolgendo le parti interessate e, in particolare, i rappresentati dei professionisti. La Commissione europea è, infatti, consapevole di muoversi nel terreno minato di un argomento “sensibile” al punto da spostare molti consensi in campo elettorale.

Dal Sole 24 Ore – articolo di Patrizia Maciocchi