Alberto Bagnoli (Cassa Forense) anticipa i contenuti del nuovo regolamento (Italia Oggi – 17/05/2013)

(Italia Oggi – 17/05/2013)

Contributi previdenziali minimi, soggettivo e integrativo su misura per i circa 60 mila avvocati con un reddito inferiore ai 10 mila euro per i quali dal due febbraio 2013 è scattato l’obbligo di iscrizione a Cassa forense. Ai nuovi iscritti sarà consentito il beneficio di una volontaria retrodatazione dell’iscrizione dall’inizio del praticantato. A fronte del pagamento ridotto si ipotizza una limitazione proporzionale del periodo annualmente accreditato ai fini pensionistici, con la facoltà di integrare in futuro la contribuzione ai fini del riconoscimento per intero delle annualità di iscrizione.

Previste anche esenzioni temporanee dal pagamento dei minimi per soggetti in particolari condizioni e per le donne avvocato. Sono questi alcuni contenuti del regolamento attuativo della riforma forense (legge 247/2012) che Alberto Bagnoli, presidente di Cassa Forense, in occasione della Giornata nazionale della previdenza, anticipa a ItaliaOggi.Domanda. Presidente quali sono i tempi di questo regolamento? Risposta. Entro fine mese il documento sarà, prima, portato all’attenzione del comitato dei delegati e, poi, al centro di un confronto con gli ordini forensi per recepire eventuali osservazioni. L’approvazione definitiva è prevista per il mese di giugno. Confidiamo di inoltrare il testo ai ministeri vigilanti ben prima del termine di un anno assegnatoci dalla leggeD. La riforma è entrata in vigore il 2 febbraio. L’obbligo di contribuzione scatterà sui redditi prodotti a partire da questa data oppure dall’entrata in vigore del regolamento, prevedibilmente in autunno?R. L’obbligo di corrispondere i contributi prescritti, anche quelli minimi, e pure nella misura ridotta dal nuovo regolamento, sarà valido anche per il 2013, e il versamento potrà essere effettuato in parte nel corrente anno e in parte nel prossimo. A tutti coloro che nel 2013 vorranno cancellarsi dall’albo forense sarà però consentito di non versare alcun contributo minimo alla Cassa.D. La norma ha creato qualche preoccupazione soprattutto fra i giovani relativamente alla tenuta del sistema (poiché la cassa applica il sistema retributivo) e all’abbassamento delle tutele previdenziali. Cosa ne pensa? R. La verifica dell’impatto delle previsioni del nuovo regolamento sul bilancio della Cassa, e quindi sulla sostenibilità finanziaria del sistema, di recente proiettata a cinquanta anni con le misure approvate dal ministro Fornero, tiene conto che nel vigente sistema, definito «retributivo misto», è già raggiunta la copertura integrale del carico pensionistico individuale mediante la contribuzione versata. In ogni caso, la ipotizzata frazionabilità dell’anno pensionistico, in caso di contribuzione minima ridotta, permetterà di mantenere inalterato l’equilibrio di bilancio. A ciò aggiungasi che nel sistema vigente è prevista pure l’applicazione del sistema contributivo in caso di mancato raggiungimento dell’anzianità contributiva prescritta all’età della pensione. Tutto questo garantirà il mantenimento delle tutele previdenziali in misura equa e adeguata senza pesare sulle future generazioni.D. Guardando i redditi medi degli ultimi 10 anni degli iscritti a cassa forense non sembra che ci sia stata alcuna evoluzione: siamo rimasti sui 48 mila euro. Secondo lei, la figura dell’avvocato è entrata in crisi con il sovraffollamento del mercato? R. In realtà anche per il 2012 non ci aspettiamo segnali di ripresa del reddito medio professionale, anche se l’ammontare delle contribuzioni versate sarà comunque tale da assicurare la stabilità sistemica, unitamente al processo costante di contenimento della spesa gestionale. Il notevole incremento del numero degli iscritti agli albi è sicuramente una forte concausa della contrazione reddituale, che viene appesantita ulteriormente dalla generale crisi economica e dalle notorie cause di inefficienza del sistema giustizia. Auspichiamo quindi che con il nuovo governo Letta e i ministeri vigilanti si possa riprendere quel dialogo costruttivo al quale l’Avvocatura tiene molto per il bene della categoria e soprattutto per la difesa dei principi di legalità nel nostro Paese.