ANF ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DENUNCIA: REGOLAMENTO ELEZIONE ORDINI ILLOGICO. NESSUNA TUTELA EFFETTIVA DELLE MINORANZE. PARITA’ DI GENERE ATTENUATA. CORREZIONI O IMPUGNAZIONE INEVITABILE

“Lo schema di regolamento per l’elezione dei Consigli degli ordini forensi, diffuso dal Ministero della Giustizia e ora al vaglio del Parlamento, dovra’ essere al centro del dibattito del prossimo congresso forense di Venezia, perchè mortifica il principio della tutela di genere e infligge un duro colpo al pluralismo che dovrebbe animare le rappresentanze istituzionali degli avvocati. L’Anf nutre moltissime perplessità e si prepara, se sarà necessario, ad impugnare il regolamento nelle sedi giudiziarie preposte, per difendere la democrazia e l’alternanza”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Anf Ester Perifano, che , accompagnata da Giovanni Delucca, componente del Direttivo Nazionale, ha evidenziato i rilievi dell’associazione nel corso dell’audizione presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

“Il regolamento – continua Perifano –  prevede che ciascun elettore possa esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere e richiamando l’art.51 della Costituzione dispone che almeno un terzo dei consiglieri eletti appartenga al genere meno rappresentato. Consente che la disciplina del voto di preferenza debba prevedere la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi. L’errore di fondo del regolamento ministeriale, che ne mette seriamente a rischio la legittimita’ , è ritenere che il limite indicato sia un limite minimo, mentre è del tutto evidente che si tratta di un limite massimo. Per essere conforme alla legge, il Regolamento dovrebbe invece , fermo il limite massimo di 2/3, stabilire sia quante preferenze potrà esprimere l’elettore che votasse per candidati dello stesso genere, e sia come dovranno essere ripartite le preferenze in caso di espressione di voto a favore dei due generi”.

“Con il voto elettronico già utilizzato in molti Ordini, basterebbe – aggiunge Perifano –  poi un semplice click per votare in blocco 25 candidati per 25 posti di consiglieri. Il regolamento così confezionato rischia di favorire un sostanziale immobilismo delle  istituzioni, con un prevedibile sbilanciamento a favore del genere forte ( e più anziano) della categoria”.“Non bisogna aver paura della modernita’ e della democrazia. Per questo ci batteremo affinchè questo regolamento venga rivisto all’insegna della trasparenza e delle pari opportunità”- conclude Perifano.