Appello del Consiglio di Stato ” Scuole, è ora di una riforma “

Il Fatto Quotidiano – 

Il presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ha scritto, inascoltato, al governo affinché si facesse promotore di una riforma del sistema disciplinare – pa chidermico – della giustizia amministrativa che fa sì, per esempio, che per il consigliere Francesco Bellomo non sia stato emesso alcun provvedimento cautelare, come per il pm Davide Nalin, a causa di un meccanismo farraginoso. Si è in attesa dell ‘ adunanza plenaria del 10, sulla sua destituzione proposta da Pajno dopo un esposto di oltre un anno fa. IL PRESIDENTE ha scritto la lettera al sottosegretario Maria Elena Boschi il 22 dicembre, quindi c ‘ era tutto il tempo perché Palazzo Chigi, da cui dipende il Consiglio di Stato, cominciasse a muoversi. Il tono della lettera di Pajno è molto rispettoso, ma dall ‘ in cipit traspare la preoccupazione per le ombre che in questo momento si sono addensate sul Consiglio di Stato: ” Sen to il dovere, pur nell ‘ attuale momento politico-istituzionale, di sottoporre nuovamente all ‘ attenzione del governo la necessità di avviare, al più presto, il processo di riforma del giudizio disciplinare ” dei magistrati amministrativi. Ricorda a Boschi che le norme vigenti sono del 1924 e del 1946. I due articoli introdotti nel 1986 non sono ” e f fi c ac i ” . Insomma, Pajno fa capire che senza una riforma ha le mani legate o quasi. Infatti, nella stessa lettera chiede che la giustizia amministrativa venga dotata di poteri ispettivi. Attualmente non ha né il potere del ministro della Giustizia né quello del procuratore generale della Cassazione competenti per i magistrati ordinari. Pajno, dunque, fa una richiesta legittima: un ” ta volo tecnico ” che possa sottoporre al nuovo governo la riforma da approvare con l ‘ inse diamento del nuovo Parlamento. Secondo quanto risulta al Fatto , ha scritto la lettera dopo aver avuto un confronto anche con il Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è preoccupato per il sistema distorsivo, emerso con il caso Bellomo, delle scuole private che formano aspiranti magistrati. Tra Pajno e Mattarella, entrambi palermitani, c ‘ è un ‘ antica amicizia fraterna. Pajno è stato anche suo consigliere giuridico e capo di gabinetto. Pajno padre, Vincenzo, con Giovanni Falcone e Piero Grasso indagò sull ‘ omi cidio di Piersanti Mattarella. Sia nella lettera a Boschi sia in un ‘ altra inviata alla Prima commissione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa (Cpga), l ‘ or ga no di autogoverno, Pajno mette il dito nella piaga della gestione delle scuole private, in mano anche a consiglieri di Stato: ” Ritengo altresì di dover sottoporre alla sua attenzione la valutazione ” , scrive a Boschi, di un confronto con l ‘ Ispetto rato della Funzione pubblica, o con altri organismi, per poter acquisire più informazioni sulle scuole private. E nella lettera alla Prima commissione, Pajno sollecita parametri più rigidi per dare l ‘ autorizza zione ad ” incarichi non compresi nei compiti e nei doveri di ufficio del magistratoamministrativo ” come le docenze in queste scuole private. Il presidente, inoltre, vorrebbe ” una costante verifica ” sulla permanenza dei requisiti richiesti dal Consiglio di Stato, un monitoraggio sulle autorizzazioni in corso. Che ci sia bisogno di una riforma disciplinare ne è convinto il ministro della Giustizia Andrea Orlando che già nel 2014 aveva portato in Consiglio dei ministri una proposta che dava il potere di procedere al presidente del Consiglio, al presidente del Consiglio di Stato e al procuratore generale della Corte dei conti. Ma a Orlando gli fu detto che non spettava a lui fare una simile proposta (spetta alla Presidenza del Consiglio) e non se ne fece più nulla ” per ragioni – ci ha detto – che non conosco ” .
La vicenda Il magistrato ora rischia la toga

LA SCUOLA ” Diritto e Scienza ” per la preparazione al concorso da magistrato, diretta dal consigliere di Stato Francesco Bellomo, è al centro di uno scandalo rivelato lo scorso 8 dicembre da Il Fatto Quotidiano e Il Mattino . Il 10 gennaio il Consiglio di Stato deciderà sulla proposta di destituzione di Bellomo dalla magistratura. Il pm Davide Nalin, che ha collaborato con lui, è stato sospeso dal Csm

IL CONTRATTO per i borsisti prevedeva la decadenza in caso di matrimonio e consentiva il fidanzamento solo con persone con quoziente intellettivo superiore a un certo standard, nonché regole sull ‘ abbigliamento compresa la lunghezza delle gonne per le donne. Bellomo è indagato a n Piacenza per stalking e lesioni dopo l ‘ esposto del padre di una studentessa con cui ha avuto una relazione. A Bari è indagato per estorsione. Testimoni riferiscono di pagamenti in nero