Avvio della mediazione, decide il giudice

Il Sole 24 Ore – 

L’opposizione a ingiunzione è improcedibile se l’opposto resta inerte
Per la Cassazione sta sempre alla parte opponente iniziare l’iter, ma ciò potrebbe valere solo quando c’è condizione di procedibilità ex lege
Il giudice che dispone la mediazione può decidere a carico di quale parte porre l’onere di avviarla. Per cui, nel processo di opposizione a decreto ingiuntivo, se il giudicante ha gravato la parte opposta dell’avvio della mediazione che poi non è stata esperita, il giudizio va dichiarato improcedibile e il decreto ingiuntivo revocato. L’ha deciso la Corte di appello di Milano (presidente­estensore Santosuosso) con sentenza depositata il 29 giugno 2017, che conferma la pronuncia del Tribunale di Pavia (estensore Marzocchi) del 16 dicembre 2015 resa in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso da un fideiussore che aveva prestato una garanzia “a prima richiesta”a copertura dei rapporti accesi presso l’istituto bancario soccombente in primo grado e che ha proposto l’appello. Il tribunale aveva disposto la mediazione ponendola a carico della banca opposta e all’udienza di rinvio entrambe le parti avevano dichiarato che la mediazione non era stata nemmeno avviata; ciascuna riteneva infatti gravante sull’altra tale onere (e relative conseguenze). La sentenza di primo grado, nel dichiarare la improcedibilità dell’opposizione, revocava il decreto ingiuntivo in quanto l’onere era stato chiaramente postoa carico della banca con l’ordinanza che aveva ordinato la mediazione. In apppello la banca affermava che il tribunale era incorso in errore richiamando a suo sostegno la Cassazione (n. 24629/2015) secondo cui nel giudizio di opposizione l’onere graverebbe sempre sulla parte opponente. La Corte d’appello, nel confermare la sentenza del tribunale, aderisce invece all’interpretazione del giudice pavese precisando che nel caso di specie si trattava di una mediazione demandata dal giudice e non di una mediazione obbligatoria ex lege (non rientrando la lite nella materia dei contratti bancari) secondo quanto invece opinato dall’appellante. Inoltre, in assenza di una esplicita previsione normativa, nulla osta «a che il tribunale decida di invitare formalmente ed esplicitamente una delle pari ad avviare la mediazione in quanto tale facoltà rientra nel potere discrezionale dell’organo giudicante e non è, di per sé, impedita da alcuna disposizione di legge». Anzi tale indicazione da parte del giudice risponde a una «essenziale funzione di chiarezza nella distribuzione di obblighi tra le parti e delle conseguenze del mancato adempimento». E tale soluzione per i giudici d’appello non è in contrasto con la richiamata sentenza della Cassazione in quanto nel caso di specie «non ha ragione di porsi il problema che si è posto per la mediazione obbligatoria, circa la individuazione del soggetto onerato», in tal modo ritenendo che il principio affermato in quella sentenza attenga all’ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ex lege. Si allarga così il panorama delle posizioni giurisprudenziali: la citata pronuncia della Cassazione non sembra infatti aver risolto il contrasto tra le diverse posizioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha affermato che l’onere di avviare la mediazione ricade su chi presenta l’opposizione e che se l’obbligo non viene rispettato il decreto ingiuntivo si consolida; ma alcuni tribunali continuano a ritenere che l’improcedibilità travolga anche il decreto ingiuntivo (per tutte, Tribunale di Firenze, ordinanza del 17 gennaio 2016).