AVVOCATI; IL SEGRETARIO DI ANF AL CONGRESSO NAZIONALE FORENSE DI RIMINI: “AVVOCATURA SIA PROTAGONISTA DI RICOSTRUZIONE DEL SISTEMA GIUDIZIARIO. AVVOCATURA REAGISCA A CRISI INTERNA, ASSUMA DEI RISCHI E POTRA’ DARE SUO CONTRIBUTO AL PAESE

rimini2“Affascinante ma pericoloso al tempo stesso il tema del Congresso Forense di una giustizia senza processo. L’Avvocatura ne deve discutere liberamente senza farsi impressionare dai numeri dei processi, che fotografano semplicemente lo stato dell’arte della giustizia civile in Italia e non il reale impatto della continua decretazione di urgenza sul processo, senza rassegnarsi alla compressione della giurisdizione pubblica e senza accettarla come atto di fede in cambio del riconoscimento di una nostra rappresentanza istituzionale e politica.

Il processo, i sistemi alternativi, la ricostruzione di un intero sistema giudiziario necessitano di un’Avvocatura protagonista nelle scelte e non comprimaria nell’esecuzione del progetto perché sono in gioco la tenuta democratica del paese e le regole della convivenza civile”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense, durante la sua relazione al XXXIII Congresso nazionale forense in corso a Rimini.

“Non possiamo più far finta di vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti quanto alla condizione e al futuro dell’Avvocatura nel nostro paese.

A due anni dal precedente congresso forense – continua Pansini – ci ostiniamo a schernire nuove forme possibili di organizzazione del lavoro e a rifiutare aprioristicamente le società tra avvocati e quelle multidisciplinari quando vi sono norme e regolamenti, proprio nella legge professionale, che ne permettono già la realizzazione, sia pure in forma associata. Le società tra avvocati, con i paletti contenuti nel DDL concorrenza e con una regolamentazione dal punto di vista previdenziale e fiscale, non rappresentano il male dei mali né la soluzione delle soluzioni ma soltanto un’opportunità che, al pari di altre, gli avvocati possono e devono sfruttare”.

“Non possiamo più permetterci, con la visione del mondo di chi vuole riportarci ad una realtà che non esiste più, che sia l’Autorità garante per la concorrenza, con le sue multe salate, che peraltro paghiamo sempre noi, a dirci che forme di pubblicità della professione sono possibili senza che ne siano lesi il decoro e la dignità.

Abbiamo il dovere – aggiunge Pansini – di pensare alle giovani generazioni perché chi vuole essere il rappresentante degli Avvocati ha il preciso compito di guardare più in là, con uno sguardo a medio-lungo termine, e non può nascondere la testa nella sabbia chiudendo sistematicamente le porte a quelle giovani generazioni”.

“Solo un’Avvocatura sana, capace di reagire alla sua crisi interna, e non solo di reddito, e di guardare in faccia la realtà affrontandola anche con nuovi mezzi e assumendosi qualche rischio può continuare ad essere quell’Avvocatura autorevole, con il suo rilievo costituzionale e la funzione sociale nella comunità civile, che abbiamo sempre voluto e che oggi vogliamo riaffermare” – conclude Pansini.

Rimini 6 ottobre 2016