Avvocati: le Stp anche «di capitale» vanno incentivate

Cassa forense. Incontro con Anf e Aiga

Società tra professionisti più “appetibili” agendo su previdenza e fisco. L’occasione la offre il Disegno di legge sulla concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri e in attesa dell’esame del Parlamento.

Un obiettivo che vede d’accordo i tecnici, i giovani avvocati e l’Associazione nazionale forense. Di questo si è discusso nel corso di un incontro che si è tenuto ieri (25 marzo 2015) nella sede di Cassa forense. Al centro del confronto il piatto forte del il via libera alle società di capitali. Il Ddl passa un colpo di spugna sull’articolo 5 della legge forense che affidava ad un decreto legislativo del Governo la regolamentazione delle società. Una delega mai esercitata che ha prodotto un vuoto legislativo e creato incertezza.

Secondo il rappresentate dell’ufficio legislativo di via Arenula oggi, gli avvocati potrebbero costituire una società di capitali basandosi sulla legge generale 183 del 2011. Ma sul fatto che quella norma non sia accattivante sono tutti d’accordo e sul punto i ministeri della Giustizia e dello Sviluppo Economico si dicono pronti a un dialogo per risolvere il problema dell’assenza di specifiche previsioni fiscali e previdenziali che toglie la voglia di associarsi.

Il tema sta a cuore a Cassa forense, che sulle società di capitali non prende una posizione politica ma invita a fare i conti con la crisi e con la sostenibilità dell’ente, che potrebbe essere messa in pericolo se i versamenti dovessero diminuire. Perdite che si potrebbero compensare solo con norme fiscali di favore: «l’associazione tra avvocati è un valore ma occorre immaginare un sistema complessivo di incentivi per favorirla». Temi che dovrebbero essere trattati anche con il Mef, convitato di pietra dell’incontro. Per il ministero dell Sviluppo economico c’è Daniela Paradisi, responsabile della direzione concorrenza. «Siamo qui per recepire le indicazioni degli avvocati. Il Ddl è uno strumento “elastico”che si presta alle modifiche. Ma è chiaro che si deve andare avanti,lo vuole anche la Commissione europea».

Sì di Aiga e Anf a l socio di capitale ma con limiti. «Va bene la legge 183 che blocca il capitale ad un terzo – spiega il segretario di Anf Ester Perifano – ma non il ddl che apre ad un ingresso al 100%». Una posizione speculare a quella dell’Aiga che intanto lavora con notai e commercialisti sulle “competenze”. « A breve presenteremo il risultato del confronto – dice il presidente Nicoletta Giorgi – il Ddl rispecchia la necessità di modificare il comparto giuridico ed è meglio che tutto non cada dall’alto. Ma la vera novità è il dialogo con l’Authority: lo vogliamo consapevoli dei risvolti “imprenditoriali” della nostra attività ». Faccia a faccia al quale l’Antitrust, rappresentato dal responsabile della direzione contenzioso Luca Cassis non si sottrae. «Con la nostra segnalazione avevamo disegnato il migliore dei mondi possibili – ma riteniamo positivo quello che resta. Le società di capitale, ma anche la rimozione del vincolo del domicilio e la previsione del preventivo obbligatorio». Per Cassis gli avvocati dovrebbero rimuovere il divieto del patto di quota lite, anche in vista della direttiva 2014/104 sulle violazioni delle norme antitrust.

Nella lista delle cose quasi fatte c’è il regolamento sulle associzioni multidisciplinari in dirittura d’arrivo.

 

Articolo del Sole 24 Ore di Patrizia Maciocchi