AVVOCATI; PANSINI (ANF): AUGURI AL NUOVO CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE, CAMBI ROTTA: PIÙ CORAGGIO ED ESPRIMA DISSENSO SULLA LEGITTIMA DIFESA

“Auguri al Consiglio Nazionale Forense, insediatosi ieri per il quadriennio 2019/2022, per il lavoro che dovrà svolgere nei prossimi anni nell’interesse di tutti gli avvocati e per migliorare le forme di organizzazione dell’esercizio della professione. Non dimentichiamo che sono tuttora sub iudice le vicende elettorali legate al limite del doppio mandato per i consiglieri degli ordini circondariali e dell’istituzione forense nazionale, delle quali auspichiamo la rapida definizione nel rispetto della legge e dei basilari principi democratici, ma è opportuno che il CNF, in ogni caso, persegua come primo obiettivo di questo mandato la riforma della legge professionale del 2012 dal momento che è ormai assodata, dopo sei anni dalla sua entrata in vigore, la circostanza del suo fallimento: non funziona la legge, non funzionano i consigli di disciplina, non funziona il sistema di accesso alla professione, non funzione l’esame di stato, non funzionano le specializzazioni, non funziona l’aggiornamento professionale, non funzionano i meccanismi di rappresentanza. Ignorare tutto ciò significa ignorare le esigenze degli avvocati, con ricadute negative sull’immagine e la credibilità della professione.  È il momento di tirar fuori la testa dalla sabbia e di affrontare con più coraggio tutte le questioni più spinose che riguardano la legge ordinamentale”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Ci troviamo – continua Pansini – alla vigilia della sessione ulteriore del Congresso nazionale forense che si celebrerà a Roma la settimana prossima e preme sottolineare che, come per la professione, anche sulla giurisdizione non è possibile accettare compromessi al ribasso, e quando occorre è necessaria una presa di posizione forte contro il legislatore e la politica senza il timore che ciò possa urtare la loro suscettibilità e il loro asserito assenso rispetto all’idea dell’avvocato in Costituzione portata avanti dalle istituzioni forensi. Ci aspettiamo dal Consiglio Nazionale Forense la difesa della giurisdizione rispetto a disegni di riforma del processo civile e del processo penale che, nei testi ad oggi noti, non convincono appieno e una presa di posizione contro l’approvazione delle nuove norme sulla legittima difesa, stigmatizzando la dichiarazione del Ministro della Giustizia, e non di un onorevole qualsiasi, che le ha superficialmente liquidate come “una legge prevista dal contratto di governo”.