AVVOCATI; PANSINI (ANF): L’ORGANISMO CONGRESSUALE FORENSE SUL LIMITE DEL DOPPIO MANDATO TENTA DI METTERE UNA TOPPA PEGGIORE DEL BUCO. CI AUGURIAMO CADA NEL VUOTO TENTATIVO DI MANTENERE CENTRI DI POTERE. L’AVVOCATURA SMENTISCA LE CENSURE DI AUTOCONSERVAZIONE DELLA CASSAZIONE.

“Stupisce la posizione assunta oggi dall’Organismo Congressuale Forense rispetto al limite del doppio mandato nei termini sanciti dalle sezioni unite delle Cassazioni civili con la sentenza del 19 dicembre scorso, relativamente alle prossime elezioni nelle quali saranno impegnati, da gennaio, tutti gli ordini circondariali forensi. Incredibilmente, infatti, dall’O.C.F., con la richiesta di un intervento normativo d’urgenza volto a interpretare la pronuncia dei giudici di legittimità, non giunge il plauso ad una sentenza che meritoriamente censura una cristallizzazione di posizioni di potere nella gestione delle compagini, con chiara tendenza all’autoconservazione, ma la richiesta al governo di mettere una pezza che sarebbe di gran lunga peggiore del buco”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

Aggiunge Pansini – “Invece di smentire con i fatti le motivazioni che sorreggono la pronuncia della corte di legittimità, secondo cui un ente che si assume esponenziale della categoria deve riflettere un interesse comune, eliminando in radice le incrostazioni personalistiche e il rischio di creare centri di potere, l’Organismo Congressuale Forense, che rivendica in ogni occasione utile il ruolo di rappresentante politico dell’intera avvocatura, con il deliberato di oggi smentisce l’idea che gli ordini circondariali siano di tutti e non dei pochi che passano velocemente dallo spirito di servizio alla narrazione della propria indispensabilità. E purtroppo non può dirsi nemmeno che l’Organismo Congressuale Forense sia organo terzo imparziale che opera nell’interesse degli Avvocati in quanto tra i suoi componenti siedono molti presidenti degli ordini e molti consiglieri che, dopo due o tre mandati già svolti, si apprestano ancora una volta a concorrere nella tornata elettorale”.

“Un pessimo esempio che allontana gli avvocati dalle sue istituzioni e che evidenzia la fumosità e l’autoreferenzialità delle motivazioni del deliberato dell’Organismo Congressuale Forense, che auspichiamo non abbia seguito presso le istituzioni a cui si appella. Confidiamo che il Ministro della Giustizia Bonafede assicuri senza tentennamenti il rispetto del principio affermato dalla Cassazione senza ricorrere ai richiesti strumenti normativi volti ingiustificatamente ad aggirarlo” – conclude Pansini.