AVVOCATI; PANSINI (ANF): RIMESSIONE A CORTE COSTITUZIONALE LEGGE SU LIMITE DOPPIO MANDATO, DECISIONE DEL CNF PREVISTA DA TEMPO. EVIDENTE LA VOLONTÀ DI SOVVERTIRE LA REGOLA SUL LIMITE DEL DOPPIO MANDATO. ASSISTIAMO AD UNA FARSA CHE NON HA NULLA A CHE FARE CON I VALORI DELL’AVVOCATURA

“Chi nelle istituzioni forensi, ieri, ha prima chiesto e ottenuto una norma di legge che interpretasse il principio sancito dalla Corte di Cassazione, con la pronuncia del 19 dicembre scorso, sul limite di doppio mandato per le elezioni forensi, e, oggi, ne chiede l’abrogazione con lo strumento della remissione alla Corte Costituzionale, conferma l’esistenza della precisa volontà di neutralizzare completamente l’applicazione del principio affermato dai giudici di piazza Cavour”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, in merito alle due ordinanze di ieri con cui il Consiglio Nazionale Forense, nel sospendere i procedimenti di reclamo riguardo alle elezioni forensi sovltesi a Savona e a La Spezia, ha rimesso gli atti alla Consulta ritenendo rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma (art. 3, comma 3, L. 12.7.2013, n. 117, nell’interpretazione contenuta nel DL11.2.2019, n. 2, convertito con la L. 13.2.2019, n. 13) che ha stabilito che ai fini del computo del limite del doppio mandato si tiene conto anche dei mandati espletati anche prima dell’entrata in vigore della legge ordinamentale del 2012.

“Era tutto previsto da tempo e nessuno si stupisce del provvedimento del CNF – continua Pansini – perché lo spirito di autoconservazione e autoreferenzialità di quell’avvocatura istituzionale che sino a due anni fa ha alimentato le forti resistenze ai principi di tutela delle minoranze e della parità di genere, poi introdotti dalla L. 113/2017 dopo l’annullamento del regolamento ministeriale sulle elezioni degli ordini circondariali forensi, oggi evidenzia il preciso intento di mettere in discussione, alla radice, sia pure con formule giuridiche sapienti, il limite stesso del doppio mandato e l’imprescindibilità di un assetto democratico della governance dell’ordinamento professionale forense”.

“Fortunatamente è stata annullata la giornata dell’orgoglio dell’Avvocatura prevista per oggi; avremmo dovuto celebrare una farsa che non ha nulla a che fare i valori della professione, in termini di rispetto delle regole e dei più basilari principi democratici” – conclude Pansini.