AVVOCATI; PANSINI (ANF): SU ELEZIONI FORENSI ANCORA CAOS IN MOLTI ORDINI. IL LIMITE DEL DOPPIO MANDATO VALE ANCHE PER IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE. MINISTRO BONAFEDE ASSICURI MASSIMA TRASPARENZA E RISPETTO DELLE REGOLE. SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI IL FALLIMENTO DELLA LEGGE ORDINAMENTALE DEL 2012.

“Una nuova configurazione delle rappresentanze istituzionali dell’avvocatura, alla luce dell’incandidabilità e dell’ineleggibilità ai consigli degli ordini circondariali forense dopo due mandati consecutivi, nei termini stabiliti dalla Corte di Cassazione con la pronuncia del 19 dicembre scorso e recepiti dal decreto-legge 2/19, può essere un ‘shock salutare’ per la categoria. Oggi, però, sussistono situazioni gravi, riportate anche sui quotidiani a diffusione nazionale, che si sono create proprio a causa della resistenza degli incandidabili: basti vedere cosa è successo, per esempio, a Roma, a Brescia e a Catania o a Santa Maria Capua Vetere, dove i candidati esclusi dalla competizione si sono comunque fatti votare dagli iscritti all’albo. E’ ancora caos e sono episodi che minano la credibilità dell’avvocatura a livello locale e nazionale e agli occhi del cittadino e che non restituiscono di certo l’immagine dovuta dell’avvocato quale baluardo e sentinella del diritto”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Questa situazione a tratti paradossale – continua Pansini – fa sembrare molto lontani nel tempo l’inaugurazione dell’anno giudiziario al Consiglio Nazionale Forense, un anno fa e con la presenza del Presidente della Repubblica, e l’ultimo congresso nazionale forense di ottobre scorso, improntato sul principio dall’avvocato in Costituzione. È vero che in molte realtà circondariali i candidati che risultavano aver già svolto due mandati consecutivi hanno fatto un passo indietro consentendo lo regolare svolgimento delle operazioni elettorali, ma è anche vero che preoccupano i numerosi ricorsi già pendenti dinanzi al Consiglio Nazionale Forense: chi si ostina in una difesa ad oltranza della sua indispensabilità continua a delegittimare l’intera Avvocatura, il suo ruolo e le sue funzioni agli occhi della politica, della società, del cittadino e di tutti i colleghi. Purtroppo, anche questa volta si dovranno attendere le pronunce della Corte di Cassazione dopo il presumibile rigetto dei ricorsi da parte del Consiglio Nazionale Forense”.

“Ed è proprio il Consiglio Nazionale Forense a rappresentare la punta dell’iceberg di questo pasticcio legato alla governance dell’Avvocatura. A decidere i ricorsi in primo grado sarà ancora una volta un soggetto che non è immune dalle censure rivolte dalla Corte di Cassazione con la pronuncia sul limite del doppio mandato. Infatti, non vi sono motivi per escludere che il divieto del doppio mandato, nei termini illustrati dai giudici di Piazza Cavour, si applichi anche al CNF. A ciò si aggiungano il divieto normativo per uno stesso ordine circondariale di esprimere per più di due volte consecutive un componente del CNF, la possibile estensione di tale divieto anche agli ordini appartenenti a distretti con più di diecimila iscritti, la necessità di stabilire se all’elezione dei componenti del CNF debbano essere gli ordini scaduti al 31.12.2018 o quelli eletti nell’attuale tornata elettorale e, infine, l’inopportunità di una composizione della commissione ministeriale con la designazione dei suoi componenti da parte dello stesso Consiglio Nazionale Forense e la loro individuazione tra ex consiglieri nazionali e difensori di fiducia dell’istituzione forense nazionale”.

“Insomma, la pronuncia sul limite del doppio mandato ha fatto venire a galla tutte le incrostazioni e le criticità di un sistema, a livello circondariale e nazionale, assolutamente autoreferenziale che ignora quei principi democratici elementari che proprio gli ineleggibili e coloro che strenuamente difendono solo sé stessi e le loro poltrone dicono di voler affermare, tutelare e difendere. C’è da auspicarsi che il Ministro della Giustizia, per legge organo vigilante sulle istituzioni forensi nazionali e circondariali, assicuri, facendosene garante, la più assoluta trasparenza e il rispetto delle regole da parte di tutti, scongiurando così un contenzioso elettorale che si preannuncia senza fine, e che sia finalmente visibile a tutti il grande ed annunciato fallimento della legge ordinamentale del 2012” conclude Pansini.